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Si terrà domani 29 aprile alle 22.30 presso le Officine Cantelmo il debutto del nuovo progetto musicale dei Casino Royale che anticipa l’uscita, a metà maggio, del nuovo disco intitolato “Io e la mia ombra”.

Lo spettacolo musicale è prodotto in Puglia grazie al sostegno di Puglia Sounds nell’ambito della rassegna Keep Cool a cura di Cool Club, una sintesi di ciò che la band generazionale, che mutua il suo nome dalla saga di Ian Fleming, ha negli anni sperimentato.
Il risultato è un album con tracce eterogenee e dagli spunti originali, il leit motiv il medesimo di sempre, il racconto, un po’ intimo, urbano e metropolitano che tocca i disagi dei rapporti umani, messaggio che non si fa portatore di verità e soluzioni, ma diventa punto di condivisione senza parlare per slogan.
Evolutisi negli anni, attraversando più che un ventennio di palco, influenzati dai Clash e dagli Specials nella fase iniziale, si approcciano poi ad uno stile più trasversale: pietre miliari per la musica italiana tutta “Soul of Ska” e “Jungle Jubilee” con una sezione di fiati e suonati in levare, punto di riferimento per moltissimi gruppi ancora oggi.
Dai primi anni Novanta i Casino Royale danno il via alla loro produzione in italiano, con un’esplosione di suoni tanto diversi tra loro, a partire da “Dainamaita”: black rock, reggae, hip hop, dub e funk, album che sconvolge gli ascoltatori e la critica proponendosi come sound alternativo italiano. Un crescendo di successi, dai singoli alla radio alle collaborazioni internazioni con Ben Young, artigiano del suono della scuola di Bristol  e Tim Holmes, già produttore dei Primal Screem e poi componente dei Death in Vegas. Nel 2006 dopo “CRX” aprono due concerti italiani degli U2, ma le scarse vendite li spingono a dividersi. Una pausa che però porta alla creazione di una nuova etichetta discografica “Royality” e di un progetto “Royalize” legato a sonorità elettroniche di matrice black.
La band si riunisce nel 2002 senza la voce Giuliano Palma e produce pezzi utilizzando la diffusione del web, acclamatissimi e attesi dal pubblico, si rimettono in gioco con nuovi brani, una nuova etichetta, la V2 Records, e un nuovo produttore, l’inglese Howie B.
“Io e la mia Ombra” racconta di quella vita intima e riflessiva che si nasconde nella massa, nel caos urbano; narra di speranza e paure, quando l’uomo è isolato e alla ricerca della sua identità nelle sue cose, e ha come riferimento quella Milano così all’avanguardia che paventa primati in fatto di comunicazione, spettacolo e musica, dalla quale la band confessa di scappare, per l’approccio sempre freddo e dominato dal business.
La Puglia diventa terra madre e accogliente, quella Puglia che è isola felice, fiore all’occhiello di una rinascita culturale che sostiene le arti e la musica indipendente. Il legame col Salento è inevitabile, per quel filo tessuto dal reggae che tanto colora le espressioni urbane. I temi, confessano, sono gli stessi, come il medesimo menu che riutilizza sempre gli stessi ingredienti, una firma, un riconoscimento, il disagio, il sogno del miglioramento, le aspirazioni nell’obiettivo di riconoscersi con gli altri, riflettere e riflettersi, trasmettere. Torna la stessa necessità di fuga degli esordi, la riflessione sull’essere musicista considerando l’approccio più etico che non sovrappone il successo al successo economico; e si parla anche del rapporto a due, perché a quarant’anni è tempo di bilanci e le ansie quotidiane partono proprio dalle mura condivise in coppia.
Alioscia, il cantante, racconta del disco registrato un po’ ovunque grazie al web, che avrà un debutto a porte aperte con uno show inconsueto, alle Officine Cantelmo, a tu per tu con gli ascoltatori; non ci resta che esserci domani, per ascoltare queste storie fatte un po’ di cielo e un po’ di cemento.