Al suo esordio letterario, Daniela Palmieri ci racconta la storia di una famiglia continuamente sconvolta dalle conseguenze che un sentimento, come l’amore, poteva causare in un piccolo paese del Salento agli inizi del Novecento e durante il secolo scorso.

Sì, perché è proprio l’amore il vero protagonista de “La cerva”, romanzo il cui titolo è ispirato dall’omonima e celebre canzone popolare. È una storia intergenerazionale che può essere letta secondo una chiave di genere: la storia di Maria, Franca, Lucia e Antonia, donne deluse dai propri sogni, innamorate di uomini sbagliati, vittime dei loro errori e dei pregiudizi del paese; ovvero la storia di Antonio il capofamiglia, Primo e il piccolo Antonio, uomini cresciuti con poco amore, troppo intenti a riscattare le delusioni della vita con il lavoro della terra della Fasetta, la tenuta, ereditata da Antonio lontano dal paese, che simboleggia il distacco dell’intera famiglia dal resto della comunità.
A far da contraltare, la famiglia del Barone e di suo figlio Paolo, unici confinanti della Fasetta, costretti alla miseria dal vizio del gioco del padre e sempre soli e inariditi nei sentimenti per colpa di quel titolo nobiliare che pesa come un macigno sulle abitudini e sui comportamenti dei due. La loro è una storia completamente opposta rispetto alla famiglia di Antonio: se questa è stata condizionata dalla forza dell’amore, quella è assolutamente impoverita dalla mancanza e dall’incapacità di provare quel sentimento.

Sfondo di questo romanzo e assoluto coprotagonista è il Salento: dalle parole dell’autrice emergono un territorio e una cultura assolutamente legati alla condizione contadina e a un sistema sociale che per lunghissimo tempo non ha conosciuto variazioni. Le novità imposte dalla modernità saranno recepite lentamente dalla comunità e dovranno comunque scontrarsi o subire influenze da quel sistema di regole affermatosi nel corso dei secoli.
Daniela Palmieri riesce a cogliere perfettamente lo spirito atavico della sua terra, ne descrive sostrato culturale e territoriale con accorata precisione e con uno stile pulito ed efficace. Ottima la scelta della narrazione in italiano opposta al linguaggio dialettale dei protagonisti. Un romanzo che è una dichiarazione d’amore e di appartenenza della scrittrice alla sua terra.
Besa Editrice continua a valorizzare gli scrittori salentini e a raccontare di un Salento diverso ma non così lontano nel tempo.

La cerva di Daniela Palmieri
Besa Editrice, 214 pag, 17€

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