Jeans e giubbotto scuro e pistola impugnata con la mano sinistra. Questi gli elementi che hanno fatto scattare le manette intorno ai polsi di Gianluca Montinari, 35enne, leccese, arrestato in Ligura dalla squadra mobile di Laspezia, con le accuse di rapina aggravata, tentata rapina e possesso indebito d’arma da fuoco.

In questi fotogrammi, le sequenze dell’ultimo colpo, tentato in un callcenter di Laspezia, dove vive da qualche anno senza fissa dimora.

Proprio da queste immagini, gli investigatori della polizia sono risaliti al leccese, incastrato dagli abiti indossati durante la rapina, ma soprattutto dal fatto che l’uomo abbia usato la mano sinistra per impugnare la pistola. La dimestichezza dimostrata nel muoversi all’interno del callcenter ha indotto gli inquirenti a ritenere che il 35enne conoscesse bene i luoghi, forse studiati durante un sopralluogo precedente. Ad incastrarlo definitivamente, il fatto che Montinari impugnasse l’arma con la mano sinistra. Una circostanza che ha fatto spostare l’attenzione degli inquirenti su una rapina messa a segno 20 giorni prima ai danni di un giovane, incaricato della riscossione dei soldi dalle slot machine che, minacciato da una pistola, era stato costretto a consegnare al rapinatore, mancino, 6mila euro e i due telefoni cellulari.

Tutti questi elementi hanno fatto stringere il cerchio attorno al leccese. Bloccato, Montinari aveva addosso un revolver calibro 9 e 3mila euro in contanti, forse frutto di un’altra rapina. Nel suo domicilio, invece, rinvenuti una pistola lanciarazzi e i due telefonini rubati. Per lui, raccolti gli elementi investigativi, è scattato l’arresto.

 

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