“Con un ritardo di almeno un anno e mezzo e con buona pace di quanti aspettavano fiduciosi risposte chiare in tema di sicurezza stradale e di ammodernamento viario, ma anche pratiche di buon governo e trasparenza amministrativa, la Giunta regionale ha approvato la delibera

con la quale vengono ripartiti alle sei Province pugliesi i 100 milioni di euro assegnati dal Ministero. Una vera doccia fredda per le amministrazioni di centro destra che, con l’ovvia eccezione di Bari, per tanto tempo avevano sperato in una equilibrata distribuzione delle risorse”.

A parlare così è l’assessore alle Strade, Edilizia scolastica ed impiantistica scolastica della Provincia di Lecce Massimo Como, commentando duramente la notizia dello stanziamento regionale dedicato alle infrastrutture stradali.

“Finora la ripartizione delle somme era sempre avvenuta sulla base di un criterio oggettivo che era quello della estensione della rete chilometrica”, prosegue Como, “per cui maggiore era il numero di chilometri di strade di ogni singola Provincia, maggiore era il finanziamento ricevuto. L’assessore Amati lo scorso anno volle sostituire questo criterio con altri parametri che, se a prima vista potevano apparire farraginosi, furono presentati come innovatori e portatori di una buona e nuova prassi amministrativa”.

“La nostra apertura di credito nell’accettare pedissequamente le novità, per quanto concessa con un certo timore, fu dettata da un sentimento di fiducia nelle istituzioni, nell’ottica di una reciproca e proficua collaborazione”.

“Poteva essere l’inizio di un nuovo corso, è stato invece l’inizio di un ritorno a vecchie e consumate logiche spartitorie da Prima Repubblica, che nulla hanno a che fare con il rispetto delle istituzioni, del lavoro altrui e del tanto decantato merito.  Solo clientelismo e partigianeria allo stato puro. Altro che premialità alle Province più virtuose, altro che riconoscimento ai progetto migliori e più dettagliati, altro che incentivo alla sicurezza stradale e premio a quelle amministrazioni più solerti: nulla di tutto ciò nelle scelte di questo centrosinistra al governo della Regione”.

“La Provincia di Lecce, sia come parte politica, sia come staff tecnico, ha profuso in questa vicenda ogni sforzo possibile, lavorando giorno e notte per ottemperare alle richieste della Regione e rispettare tutti i parametri in modo ineccepibile. Proprio per questo ci aspettavamo di poter contare su quelle tanto propagandate premialità da riconoscere a chi ha ben lavorato”. 

“Oggi stiamo assistendo ad  una assurda e ingiustificata spartizione delle risorse. Infatti, mentre Province con una rete viaria irrisoria rispetto alla nostra ottengono maggiori risorse rispetto agli anni precedenti, la Provincia di Lecce, che presenta una rete di oltre duemila chilometri, incassa una perdita di finanziamenti di oltre due milioni di euro”.

“Personalmente, avevo da tempo il sospetto che in realtà il cambio della logica di distribuzione delle risorse non fosse altro che un modo per legalizzare la solita vecchia “logica partigiana” di dare di più “agli amici”. Oggi mi ritrovo, mio malgrado, a constatare come questo presentimento non fosse altro che una triste certezza con cui tutti i salentini si troveranno a fare i conti ”.

“Sono doppiamente amareggiato, sia come cittadino, che come amministratore. Ritengo che i nostri rappresentanti regionali presenti in giunta non tengano a cuore le sorti ed il benessere della comunità salentina se hanno, di fatto, accettato questo criterio di ripartizione che la danneggia profondamente”.

“Non condivido queste logiche e sono certo che difficilmente su questi presupposti possa trovare spazio una uniforme e reale crescita all’interno del territorio regionale. Inoltre, non mi hanno mai particolarmente appassionato le discussioni sull’istituzione della Regione Salento, ma se i presupposti sono questi ritengo che una riflessione più approfondita da parte di tutti noi vada fatta”.

“Ad ogni buon conto, una volta chiesto l’accesso agli atti, verificheremo la correttezza dell’iter seguito e, se sarà il caso, come noi siamo certi lo sarà, anticipiamo sin da ora il ricorso al Tar”, conclude l’assessore Massimo Como.

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