Come avevano annunciato ieri in un comunicato, gli utenti leccesi delle linee bus soppresse si sono riuniti sotto la Prefettura di Lecce in via XXV luglio per protestare contro il disservizio.

Un gruppo non numeroso di cittadini, soprattutto anziani che vivono in zone decentrate, rivendicavano il diritto ad usufruire di linee che un recente provvedimento ha bloccato nei giorni festivi e negli orari serali.
Il provvedimento rientra nel piano di riduzione delle risorse finanziarie, che taglia di 200 mila chilometri la percorrenza dei bus rispetto all’anno scorso, passando così dai 2.100.000 chilometri del 2010 a 1.900.000 chilometri nel 2011.” La Sgm, società gestrice, non ha alcuna responsabilità in questa decisione”, ha dichiarato il capogruppo consigliare Pd Antonio Rotundo lo scorso 27 marzo all’inizio della protesta,  “la società è chiamata a gestire una coperta sempre più stretta che inevitabilmente provoca legittime e sacrosante lamentele, la responsabilità è pertanto di natura squisitamente politica; invece di tagliare sprechi e spese inutili si tagliano servizi essenziali, come il trasporto pubblico, che ricadono soprattutto sulla parte più debole ed indifesa della popolazione”.
Esasperati, alcuni manifestanti di oggi, rivendicavano le corse numero 22, 24, 30 e 31 che permetterebbe loro di raggiungere il centro della città soprattutto nei giorni festivi per qualche ora di svago a cui devono rinunciare per mancanza di trasporti pubblici. “Eppure paghiamo anche noi il servizio, con le nostre tasse” ha chiosato una signora, “ed è vergognoso ridurre il servizio nei giorni festivi, per noi ma anche per i turisti che potrebbero raggiungere le zone marine in bus”. Per non parlare, hanno protestato altri, della disparità di trattamento a discapito delle minoranze che vivono al di fuori del tessuto urbano.
L’Assessore ai trasporti Gianni Ripa, già interrogato nello scorso Consiglio comunale, aveva dichiarato che i provvedimenti erano stati adottati sulle linee 21, 30 e 31 e solo la domenica per mancanza di utenza. Scusante inopportuna per i manifestanti, dal momento che l’utenza manca per mancanza di bus. Insomma una sorta di circolo vizioso. Alla protesta si è unito il consigliere dei Moderati Pankiewicz che ha promesso un’interpellanza al sindaco Perrone per conoscere i provvedimenti da parte dell’Amministrazione per sopperire al disagio dei cittadini.
In seguito alle manifestazioni spontanee, il gruppo di cittadini è stato accolto in Comune alla presenza del presidente della Sgm, Gianni Peyla. “Soddisfatti a metà” ha dichiarato il portavoce Vittorio Rizzo, “ci hanno promesso il ripristino di alcune linee che ci consentono un trasporto generico fino alle porte della città ma che non arrivano nei punti di maggiore fruizione come stazione, ospedale ecc. Tuttavia, a breve, sembra saranno istituiti dei bus elettrici per gli spostamenti interni”.

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