Avrebbero tentato di truffare un anziano con la truffa dello specchietto rotto. Una truffa nota e banale.  Si accusa i malcapitati automobilisti che transitano davanti, di aver rotto lo specchietto della loro macchina, in realtà già rotto in partenza, e si chiede l’immediato risarcimento del danno.

Per questo motivo  Fiaschè Giuseppe, 46enne di Noto, è stato tratto in arresto nella mattinata di ieri dalle “Volanti” della Questura di Lecce, accusato di “Tentata estorsione”. Denunciato a piede libero anche F.F., di anni 31, in quanto ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento personale.

È accaduto verso le ore 09.15 quando gli agenti delle volanti intervenivano in via Adriatica in quanto veniva segnalata una truffa ai danni di un anziano signore, il quale viaggiava a bordo di un’autovettura; la truffa era posta in essere da due giovani a bordo di altra auto. Immediatamente le due Volanti si recavano sul posto segnalato e giunti nei pressi dell’incrocio con via Sandalo, venivano avvicinate da un cittadino, il quale riferiva che poco prima aveva assistito ad una discussione alquanto animata tra una persona anziana e due giovani.
In particolare, riferiva che uno dei due giovani, sceso dalla propria auto, faceva notare all’anziano come questi con una manovra errata gli avrebbe rotto lo specchietto anteriore sinistro. I due discutevano in quanto l’anziano signore sosteneva di non avere arrecato alcun danno.
Il richiedente, escusso a verbale, riferiva di avere notato come l’anziano fosse alquanto impaurito per l’accaduto. Riusciva anche a dare indicazioni molto utili per il rintraccio dello stesso, che nel contempo si era allontanato dal posto.
Intuendo quanto stava accadendo, il testimone aveva quindi chiamato il 113, consentendo alle pattuglie intervenute di bloccare i due giovani, nonostante questi, alla vista delle Volanti, tentassero con una manovra repentina un’inversione di marcia al fine di darsi alla fuga. Tale tentativo, veniva però mortificato dalla prontezza di riflessi degli operatori, i quali prima ancora di colloquiare con il testimone intuivano le intenzioni dei rei.
Il malcapitato veniva rintracciato e invitato in Questura, ove forniva una dettagliata denuncia descrivendo esattamente la scena già narrata dal testimone. Riferiva che mentre si recava presso un suo appezzamento di terreno in Torre Chianca, e procedeva tranquillamente per il suo senso di marcia, nel transitare accanto ad una autovettura che si trovava sul ciglio della strada, nonostante avesse avuto tutte le accortezze che la guida in quel momento richiedeva, sentiva un forte colpo sulla parte destra della sua auto, e subito dopo notava che l’autovettura che si trovava sul ciglio della strada lo inseguiva e l’autista gli faceva dei segnali con i fari affinché si fermasse.
E’ in questo frangente, che nonostante le assicurazioni dell’anziano, uno dei due giovani, con fare alquanto aggressivo gli intimava di consegnargli la somma di euro 100 quale corrispettivo per il danno procurato allo specchietto. L’anziano si allontanava dal posto solo dopo aver assicurato che avrebbe pagato nel pomeriggio invitando i due a passare presso il suo esercizio commerciale del quale forniva indicazioni.
Durante la redazione del verbale, l’anziano individuava tra i due chi si era reso responsabile delle minacce e chi invece aveva solo favorito la condotta.

 

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