All’interno del terremoto scatenato dal piano di rientro sanitario al centro delle polemiche degli ultimi mesi, il Sindaco Paolo Perrone ha presentato questa mattina a Palazzo Carafa, una lettera aperta rivolta all’assessore regionale alla salute, Tommaso Fiore. Oggetto della missiva il reparto di oncoematologia pediatrica del Vito Fazzi di Lecce, che si trova in una “situazione indecente”, come ha tenuto a sottolineare il Primo Cittadino.

Nonostante la delibera del 17 novembre 2008, nella quale si fissava che per ogni reparto ci fosse un direttore di struttura medica complessa e sei medici, per un totale di sette elementi, la reale situazione nel reparto di oncologia pediatrica, è ben diversa.
Vi è infatti un solo direttore, la dottoressa Tornesello, tra l’altro a contratto determinato che ha scadenza a Luglio, e solo due medici di ruolo che hanno solo specializzazione in pediatria e non in onco-ematologia pediatrica, come invece sarebbe opportuno.
Da alcuni mesi, l’associazione “Per un sorriso in più”, creata dai genitori dei piccoli pazienti, si è dovuta tassare per un totale di 37.250 euro da dare all’ASL per pagare due altri medici per i mesi di Maggio, Giugno e Luglio.
“E’ assurdo che i genitori, che già vivono delle situazioni difficili a causa della malattia, debbano persino pensare a queste cose e dover pagare per ottenere un servizio che gli spetta di diritto.” Sono le parole indignate di Perrone. “Io mi rivolgo all’assessore Fiore e al presidente Vendola, per portare in evidenza un problema su un reparto che è unico in Puglia e che copre un bacino di utenza di oltre 400 persone.”
Onco-ematologia pediatrica del Vito Fazzi, infatti, si occupa delle province di Lecce, Brindisi e Taranto; non solo, molti bambini vengono qui anche dalle altre province pugliesi. Inoltre vi è un programma di cooperazione anche con l’Albania, per cui molti bambini affetti da patologie onco-emopatiche, vengono portati qui in Italia per ricevere le giuste cure.
Il reparto ha bisogno di più personale medico qualificato e di contratti a tempo indeterminato, per non correre il rischio che venga lasciato a se stesso. Per adesso il reparto va avanti solo grazie ai pochi medici che sono costretti a fare anche dei turni continuati per poter garantire le cure ai piccoli malati.
C’è bisogno di un concorso per indire un direttore a tempo indeterminato e per trovare un personale medico che non solo abbia una specializzazione adatta ma voglia anche lavorare in un reparto che è alquanto delicato. I medici che al momento lavorano nel reparto infatti, sono stati scelti tramite contratti a tempo determinato che sono creati per pediatria e non oncologia. Di conseguenza si trovano a dover lavorare in condizioni difficili e talvolta anche costretti.
“E’ evidente quanto delicata sia la situazione e quanto importante sia trovare una soluzione al più presto.” Continua Perrone. “Chiediamo uno sforzo maggiore dalla Regione, per porre fine a questo grandissimo disagio. Mi sono più volte negli anni rivolto a Vendola e a Fiore, ricevendo dei riscontri positivi e mi auguro anche questa volta si giunga ad una maggiore attenzione.”
Intanto le polemiche sul piano di riordino che prevede la chiusura dell’ospedale di Campi Salentina continuano e lo stesso Paolo Perrone ha rivolto una domanda pubblica agli organi Regionali. “Mentre chiudi un ospedale, come intendi fronteggiare l’inevitabile sovraccarico di degenti che si riverseranno sul Vito Fazzi di Lecce? Cosa accadrà considerato che si tratta di un ospedale sottodimensionato rispetto alle necessità?”
Perrone vuole delle risposte che ancora non ha avuto. Nel frattempo le situazione al limite di degenti in difficoltà aumentano sempre di più e il terremoto non accenna a diminuire.

 

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