In un mio precedente articolo, di fine gennaio c.a., intitolato “Afghanistan” citavo il famoso art.11 della Costituzione Italiana  per precisare che esso non ripudia la guerra, se non come strumento di offesa, ma la giustifica se essa è fatta in nome e per conto di organismi internazionali che la giustifichino.

Ebbene, nel caso Libia, finalmente questo articolo trova la sua piena applicazione con l’avallo del Capo dello Stato che ne ha chiarito i contenuti; era ora che si gettasse la maschera e che si chiamassero le cose con il proprio nome sperando che, da adesso in poi, ci si possa comportare senza strani infingimenti!
Siamo in guerra ed è giusto che se ne pigli atto. Tutte le altre cose che vengono dette e scritte rappresentano solo dei tentativi di spaccare il capello in quattro o provare a disquisire sul sesso degli angeli e mi riferisco, in particolare, ai vari paletti che vengono rappresentati per far capire che il nostro intervento è di tipo diverso. Ed allora dagli con le “bombe intelligenti” o amenità di altro tipo. Non credo che una bomba sia “intelligente o stupida”, ma la mia esperienza mi dice che è sempre un mezzo “di offesa (vds distruzione)” abbastanza considerevole. Sentire che si “bombardano” soltanto obbiettivi selezionati ed esclusivamente militari mi fa pensare a chi fa esercitazioni a fuoco in poligono e non a chi si trova veramente sul campo di battaglia dove gli errori sono sempre dietro l’angolo (è dell’altro ieri la notizia che con il “fuoco amico” sono morti 12 ribelli) perché mi sembra ovvio come nessuno voglia sparare in testa alla parte amica.
Ma finora questo sembrava non esserci. Ad avvalorare quanto su scritto vi cito un particolare che nulla ha a che vedere con la “guerra” se non per la interconnessione che si potrebbe individuare. Il Quirinale,da pochi giorni, ha indetto un concorso per l’assunzione di  4 ragionieri di età compresa fra i 18 ed i 45 anni di età. Ebbene, fra i titoli che fanno punteggio, sono stati inseriti: acquisizione di medaglie al “valor militare”, subito dopo “ mutilati ed invalidi di GUERRA ex combattenti”, seguono “ mutilati ed invalidi per atto di GUERRA”. Mi è venuto un dubbio: se al massimo si può avere 45 anni ( nati, quindi, dagli anni sessanta in poi ), quando mai l’Italia è stata in GUERRA in questo periodo, dal momento che il famoso e sbandierato art.11 la ripudia? Mi è sempre sembrato che si sia trattato di “missioni umanitarie e/o di pace”, perfino adesso in Libia. Però queste precisazioni servono, a mio parere, a far cadere l’ipocrisia con la quale si è finora ragionato.
Mi si potrà chiedere se, per caso, abbia cambiato idea. Pur essendo soddisfatto per averci azzeccato, sono e rimango contrario a questo intervento “diretto” nella contesa perché, come ho già scritto in precedenza, pur avendo obblighi internazionali da ottemperare, abbiamo da perdere molto di più della bella faccia. Pensate che la spesa prevista per l’anno in corso per le missioni all’estero è stata fissata in 1,5 mld di euro ripartiti tra Afghanistan (750 mln), Libano (215), Balcani (100), pirateria somala  (52) ed il rimanente per una quindicina di operazioni minori. La variante libica, considerando in essa i clandestini, il controllo dei mari ed altro, ci costerà all’incirca 600/700 mln ogni trimestre cioè quantol’Afghanistan in un anno. Da qui la giusta preoccupazione di cominciare a prevedere qualche ritiro dalle zone meno calde. Il gruppo navale incentrato sulla portaerei Garibaldi costa circa 350 mila euro ( del resto ogni ora di volo di jet da combattimento  costa dai 20 ai 50 mila euro e dal 19 marzo risulterebbero fatte 1500 ore di volo).
Sono questi i costi che ricadranno sul magro bilancio della difesa che sta bruciando in poche settimane il carburante e le indennità  per il personale previsti per l’intero anno. Il conflitto libico, se è vero che ci fa risparmiare 250 mln di dollari da versare a Gheddafi per via degli ultimi accordi, ormai saltati, ci aggraverà in maniera consistente il bilancio dello Stato. Mi auguro che possa finire presto e quanto speso possa rientrare sotto forma di commesse e lavoro con i nuovi governanti libici ma, come ho già scritto in precedenza, credo che il conflitto vada per le lunghe e più lungo sarà e più ci dissangueremo e scopriremo tutti finalmente che siamo in guerra. Non voglio fare la Cassandra ma continuo a vederla nera!

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