Nel nostro Salento, nella nostra Monteroni – afferma il Sindaco Lino Guido – può anche accadere che la presenza di Don Luigi Merola, il prete anti-camorra, possa essere causa di polemica politica. Non è più l’assenza di queste grandi figure a creare disarmonia, bensì la loro presenza.

Tutto può infastidire, persino il numero delle persone che decidono di partecipare ad un convegno sulla legalità, quasi che le presenze in queste manifestazioni si pesino “al chilo” e non sia, invece, più utile soffermarsi sulla qualità dell’evento stesso, a prescindere dal numero di persone che vi abbiano partecipato.
Sono convinto che se anche ci fosse stata una sola presenza, a sentire parlare Don Luigi, l’evento sarebbe stato in sé importante. Anche per un solo monteronese!
E invece no, la polemica deve scoppiare a tutti i costi e i polemisti di professione, non avendo null’altro a cui appellarsi, si lamentano delle assenze negli incontri pomeridiani, senza soffermarsi sulla festosa accoglienza che le nostre scolaresche, con i loro docenti e le loro dirigenti scolastiche, hanno riservato a Don Luigi, intrattenendosi con lui a parlare a lungo di argomenti importanti.
Mi pare evidente che se il nostro obiettivo fosse stato quello del successo mediatico della manifestazione non avremmo invitato Don Luigi, un uomo che concede molto poco allo spettacolo poiché va dritto al cuore delle questioni; avremmo invitato qualche attore di fiction e avremmo risolto il problema delle sedie da riempire. Non avremmo scelto un orario poco consono alla partecipazione di massa, assecondando le esigenze di rientro di Don Luigi, ma avremmo imposto altri orari, magari in prima serata e ci saremmo impegnati allo spasimo per una partecipazione sostenuta anche se magari più distratta. Ma non era questo l’intento dell’Amministrazione Comunale: noi vogliamo piantare il seme della legalità e non raccoglierne i frutti elettorali a seguito di una forzata e innaturale maturazione in serra.
Certo è che, se nemmeno su questi temi così importanti, si riesce ad aderire ad un percorso di condivisione, come comunità non miglioreremo mai.
Una cosa deve essere chiara: il Governo Cittadino si è posto l’impegno di dar vita soltanto ad eventi di qualità. La scarsa presenza non è sinonimo di connivenza con l’illegalità, bensì di disaffezione non solo alla politica, ma anche agli appuntamenti di piazza. Anche su questo dobbiamo lavorare, ma non contando gli assenti e i presenti, bensì facendo ritornare ai cittadini la voglia di sentirsi protagonisti del nostro tessuto sociale.

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.