Appuntamento il 14 aprile 2011, a partire dalle ore 10, presso l’ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce, con “L’Italia unita con le parole, le immagini, le battaglie delle donne”, la proposta dell’UDI Macare Salento nell’ambito della rassegna “Itinerario rosa” del Comune di Lecce.

In programma:

•    un seminario sulla storia delle battaglie delle donne per un’Italia unita più democratica per le donne e per gli uomini, a cura di Claudia Lisi (storica, insegnante, curatrice di alcuni testi per materiali di comunicazione dell’Udi);
•    la proiezione e il commento dei manifesti storici dell’Udi che hanno segnato la storia dell’Associazione lungo tutta la seconda metà del Novecento;
•    la presentazione del calendario 2011 dell’Udi, che con immagini storiche e ricostruzioni scritte a carattere divulgativo percorre la storia recente della politica dell’Udi per le donne e gli uomini d’Italia;
•    la proiezione del documentario “Viaggio nel Novecento delle donne: una storia politica”, prodotto da Udi La Goccia di Roma, in collaborazione con la Rai, per la regia di Nella Condorelli.

L’UDI nasce prima della Repubblica Italiana, nel 1944, e alcune sue rappresentanti siedono con autorevolezza già nell’Assemblea Costituente grazie alla conquista del diritto di voto, che era stato il primo contributo offerto dall’Associazione alla vita civile e sociale dell’Italia.

L’UDI non solo si riallaccia alle esperienze maturate dalla seconda metà dell’Ottocento dal movimento delle donne, ma si costituisce come una forza propulsiva per l’emancipazione delle donne con una costante attenzione alle trasformazioni economiche sociali e culturali d’Italia. Attenzione che si riflette nella scelta effettuata nel 2003 di cambiare il proprio acronimo da Unione Donne Italiane a Unione Donne in Italia: la scelta è stata il frutto della consapevolezza che l’Italia è ormai un Paese multietnico e che non si va avanti verso una reale emancipazione se le donne straniere che vivono in Italia non partecipano dei nostri stessi diritti.

La storia delle donne offre un’angolatura particolare per rileggere quella dell’intera nazione e misurarne i progressi e, talvolta, le involuzioni. La coloratissima serie dei manifesti dell’8 marzo scandisce il racconto appassionante del cammino effettuato, le battaglie e le conquiste via via ottenute o ancora da venire: diritto di voto; ricostruzione del dopoguerra e pacifismo; parità di salario; riconoscimento del lavoro della donna contadina; divieto di licenziamento per le donne sposate; denuncia del doppio lavoro delle donne, caporalato e lavoro a domicilio; leggi tutela della lavoratrice madre; richiesta di pensione per le casalinghe; istituzione degli asili nido, consultori e servizi sociali; nuovo diritto di famiglia, manifestazioni di piazza anni 60/70; proposte di iniziativa popolare su asili nido e violenza sessuata; legge 194. E ancora: lotta alla divisione sessuale dei ruoli nella società; impegno per una democrazia paritaria.

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