“L’intervento della Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ampiamente riportato dai giornali di oggi, rompe un sodalizio col governo, ma non ci sorprende nel contenuto. Anche Confindustria si è accorta dell’immobilismo del governo, ma noi lo denunciamo da molto

più tempo: dagli storici e insostenibili ritardi per il Pon Ricerca & Competitività, al congelamento dei fondi Fas. Queste tematiche ci toccano da vicino perché hanno contribuito ad impoverire il Sud. Ma, in realtà, sono anni che denunciamo inascoltati anche l’assenza totale di una politica industriale da parte del Governo Berlusconi, un buco nero che sta risucchiando la tenacia delle imprese, che sta mettendo a dura prova la loro volontà di restare sul mercato. In questo caso non è coinvolto solo il Sud, ma l’intero territorio nazionale e la credibilità stessa del Made in Italy sui mercati esteri.
Oggi se ne accorge anche Confindustria paragonando i dati di crescita dell’Italia,  con quelli della Germania e del Regno Unito, che stanno investendo in modo sostanzioso sulla competitività. Il nostro governo invece passa dal nulla assoluto delle sue politiche industriali ai tagli alla ricerca, l’unica vera risorsa per incrementare il valore aggiunto dei nostri prodotti e renderli più appetibili sui mercati. Oggi Confindustria denuncia il disastro di una politica nazionale immobile, soprattutto sul lavoro e parla di “un’emergenza sociale colpevolmente sottovalutata”.
Noi possiamo dire che abbiamo reagito per tempo, già alla fine del 2008, con la prima Manovra anticrisi di una Regione italiana e poi con il Piano straordinario per il lavoro in Puglia. Abbiamo agito anche in tempi non sospetti destinando alla ricerca e all’innovazione 1.762milioni di euro.
Mentre il Governo negava gli effetti devastanti della crisi, noi prendevamo atto della situazione reale e agivamo secondo le nostre possibilità. Noi non abbiamo lasciato soli gli imprenditori: le nostre aziende, grazie ai bandi regionali, hanno programmato investimenti per 2miliardi e mezzo di euro, una somma che coincide con il 4,6% del Pil regionale. Le esportazioni pugliesi spinte dalle politiche regionali di internazionalizzazione sono cresciute nel 2010 del 20,2%.
Adesso la nostra attenzione è concentrata sul lavoro. Noi non intendiamo sottovalutare quella che Confindustria chiama giustamente “emergenza sociale” e mentre il governo nazionale perde il contatto con la realtà, noi lavoriamo sull’incentivazione del lavoro con un piano da 340milioni di euro. Certo avremmo potuto fare molto di più con i fondi statali che ci sono stati sottratti. Ma prendiamo atto dei problemi e ci impegniamo a risolverli, al contrario del Governo che continua imperterrito a girare lo sguardo altrove”.

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