Gli agenti del Comando Stazione Forestale di Gallipoli, alle dipendenze del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Lecce, in collaborazione con il Comando di Polizia Municipale di Gallipoli, durante una serie di controlli sull’attività urbanistico, hanno riscontrato diversi casi di trasformazione e modificazione del territorio in assenza di alcun titolo.

Nel comune di Gallipoli in località “Nanni” hanno denunciato due sorelle entrambe nate e residenti a Gallipoli, in qualità di comproprietarie del terreno, oggetto di sequestro, e una di loro anche committente dei lavori. Sul terreno, sono state realizzati 2 fabbricati realizzati ad est e ad ovest dell’immobile esistente rispettivamente uno di oltre 30 mq e l’altro di oltre 70 mq ancora allo stato rustico con varchi per porte e finestre. Pertanto, risultando tali opere prive di autorizzazioni in area assoggettata a vincolo paesaggistico si è proceduto al sequestro e a nominare custode giudiziario il padre delle due signore.
Sempre nel Comune di Gallipoli, in località “Castellana” è stato denunciato un uomo nato e residente a Gallipoli, in qualità di proprietario ed esecutore dei lavori, per aver realizzato un muro di confine di oltre 200 ml e su di un lato è stato ricavato un varco d’accesso, mediante la costruzione di due colonne alte circa 2 metri e l’installazione di un cancello in ferro. Risultate queste opere prive di alcuna autorizzazione e ricadenti in area sottoposta a vincolo paesaggistico si è proceduto al sequestro e nominato il proprietario del terreno ed esecutore dei lavori custode giudiziario.
Mentre una signora nata e residente  a Galatone, in qualità di committente dei lavori, è stata denunciata per aver effettuato interventi di trasformazione del territorio, in località “Padula Bianca” – Comune di Gallipoli, realizzando un muro di cinta lungo oltre 30 metri in prosecuzione di quello già esistente che delimitava la sua proprietà e occupando arbitrariamente uno spazio di circa 100 mq del Demanio Pubblico dello Stato Ramo Marina Mercantile impedendone l’uso pubblico. Il tutto in area assoggettata a vincolo paesaggistico e idrogeologico, senza alcun titolo, la signora denunciata è stata anche  nominata custode giudiziario.
In questa stessa località “Padula Bianca” è stato denunciato un uomo, nato a Nardò e residente a Galatone, in qualità di proprietario di un terreno e committente delle opere all’interno dello stesso per aver realizzato uno scavo, al centro del lotto di forma circolare di oltre 10 metri di diametro  e un sistema di canalizzazione lungo il perimetro del lotto di circa 150 metri sulla quale era stata riportato pietrisco a parziale riempimento della stessa e uno spandimento del terreno vegetale rimosso su una superficie di oltre 600 mq.Tutte le opere sono state realizzate con l’ausilio di mezzi meccanici in assenza di permesso  a costruire e in area assoggettata a vincolo paesaggistico e idrogeologico..
L’intero lotto di terreno è stato posto sotto sequestro e il signore denunciato nominato custode giudiziario.

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