Venti, trenta, per qualcuno addiritura quaranta milioni: quaranta milioni di allenatori allignano in questo Paese! Ci sentiamo allenatori in pectore oltre che, per estensione e vocazione italica, primi ministri, mega dirigenti aziendali, commissari tecnici, poeti, santi, navigatori e . . . tanto altro; ma soprattutto allenatori!

Alzi la mano colui che, partita dopo partita, non ha individuato pecche nella scelta della formazione della squadra del cuore, nelle sostituzioni, nel modulo, nella posizione tenuta in campo da questo o quel giocatore. Le correnti di pensiero con il più nutrito numero di aderenti, qui in Salento, sono sostanzialmente due o forse tre: Zemaniani, Deliorossiani e anche Carlettomazzoniani. I caposcuola citati vantano risultati di prestigio, hanno lasciato traccia profonda nella storia calcistica di Lecce
Però c’è anche “il Gigi”, Gigi De Canio.
Del suo operato, come trovo naturale che sia, si può discutere finchè si vuole; anche lui deve passare al vaglio del settaccio della critica, ma su un dato di fatto non ci può essere discussione, e mi spiego.
Il Lecce è oggi una squadra;! Per comprendere quanto questo risultato sia frutto di meriti basterebbe semplicemente seguire il percorso dei giallorossi dallo 0-4 di S.Siro al 1-2 di Genova. Quella che forse con molte ragioni definivamo una sorta di armata Brancaleone che mediamente incassava più due reti a partita e segnava come fosse un contagocce parzialmente ostruito, è oggi una cosa diversa; numeri alla mano certamente affidabile. Quel cen trocampo allora costretto a giocare a testa alta esclusivamente per individuare un compagno su cui cercare un appoggio, ora fraseggia anche ad occhi bendati. Quell’attacco che per mettere una palla in rete doveva spesso far appello . . . . . .   ad  un decreto presidenziale, ora trova la porta “motu proprio”.Ci sarebbe da aggiungere anche dell’altro, se si vuole anche di negativo, ma il risultato complessivo dell’operato “del Gigi” non può essere oggetto di discussione.
Quella armata Brancaleone(senza offesa, sia chiaro) si è trasformata in squadra vera! Penso che buona parte del merito vada riconosciuto a qualcuno; “il Gigi”, per esempio.