Il Sindaco Tommasino, un reporter dalla Libia, il Prof. Ferruccio Pastore, un membro del Forum internazionale ricerche sull’immigrazione, la senatrice della Lega Nord Rossana Boldi, Anna Maria Candela, dirigente della Regione puglia, tutti in collegamento per cercare di dare risposte all’emergenza

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La situazione a Manduria non è, come si vuol far credere, un’emergenza. Luigi Russo, in diretta, ha descritto una popolazione di giovani in attesa di andarsene, di cercare altrove il proprio futuro, di ricongiungersi, come ha detto ai nostri microfoni uno degli immigrati, con le proprie famiglie, in Francia. Questa “umanità normale” stride fortemente con quel circo dal colore blu che si è voluto montare e con il circo mediatico che alimenta il “caso”, la paura dell’altro, la chiusura in sé stessi. Ci sono materassi fuori dal campo e coperte, lasciate lì da un manipolo di ragazzi che hanno voluto protestare dormendo all’addiaccio perché vogliono andar via senza essere bollati come “clandestini”. La sensazione, insomma, è che non si sia voluto governare un problema di facile soluzione. È quello che pensa un reporter di “Fortress Europe”, Gabriele Del Grande, appena tornato da Bengasi: “bastava un aereo al giorno per tre mesi, da Tunisi a Parigi, anziché passare per Lampedusa e Manduria, siamo in un mondo globale, non si capisce perché alcuni possono viaggiare e altri no”. E poi non risparmia la stampa “ignorante, che ama il titolo, lo scoop e non la realtà”, ricordando come la Tunisia ha gestito bene i 170.000 arrivati dalla frontiera libica, senza per questo chiedere aiuto. È ciò che ribadisce anche Ferruccio Pastore, esperto di fenomeni migratori, che ha aggiunto: “nel ’99 si è avuto in Italia il picco assoluto di arrivi, con 50.000 persone dal kosovo e all’epoca non ci furono drammatizzazioni eccessive; il vero esodo, la vera crisi migratoria si è verificata dalla Libia verso l’Egitto e la Tunisia, che nonostante sia un paese di 10 milioni di abitanti e con un reddito pro capite intorno ai 10.000 dollari l’anno, un terzo del nostro, ha gestito con sforzo ammirevole quel flusso, dimostrando grande dignità, mentre da noi con poche migliaia di arrivi siamo andati in tilt”. Secondo il Prof Pastore la nostra classe dirigente ha irritato per anni l’opinione pubblica che è diventata ipersensibile, basta poco per generare sovraeccitazione. Siamo, insomma, un Paese che accoglie ma sempre pronto a vedere il rischio, la minaccia nell’imprevisto, non l’ opportunità; “in fondo- continua il professore – sono ragazzi giovani, in gamba con un livello mediamente alto di scolarizzazione, conoscono due o tre lingue, perché non proporre brevi periodi di formazione lavoro, magari stagionali”? a Fatti e opinioni è intervenuto anche il Sindaco (ex) di Manduria Paolo Tommasino che, a seguito del malgoverno della situazione a Manduria, si è dimesso, facendo eco alle dimissioni del sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano: “ si è trattato di una protesta costruttiva – si affretta a chiarire il sindaco – siamo accoglienti e consapevoli della problematica…ma non si è tenuto conto di un’equa distribuzione delle

tendopoli su tutto il territorio italiano” e si lascia scappare: “la Lega fa da padrona quando si tratta di immigrazione, poi c’è stata anche strumentalizzazione politica, che non ha agito nel rispetto sia delle persone ospitanti che degli ospiti creando, nei primi giorni, forti disordini, con 3.300 arrivi in 6 giorni; siamo l’unica tendopoli che supera i 600 posti”.

C’è un problema di distribuzione, quindi, ma la senatrice della Lega Nord Rossana Boldi, intervenuta in diretta, ha chiarito che le Regioni del Nord hanno già dato, che però c’è l’ipotesi dell’accoglienza qualora non si risolva con i rimpatri, insomma. Per la senatrice si tratta di clandestini e basta, gente che non scappa dalla guerra ma da fame e disperazione, come l’Italia del dopoguerra, insomma, con la differenza che a noi è stato permesso di viaggiare e cercar fortuna altrove. Don Tarantino, poco prima dell’incontro in Regione con prefetti, Comuni e protezione civile per approntare un piano di aiuti, ha detto ai microfoni di Mondoradio che la Chiesa e la Caritas è sempre pronta, che non fa distinzioni tra profughi e clandestini, non dimenticando che va restituito un volto umano a queste persone e che l’unica cosa da fare ora è concedere un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari. La Dott.ssa Anna Maria Candela, dirigente regionale che si occupa di immigrazione e servizi sociali, spiega che la Regione Puglia, insieme a Save the children, e alla rete delle prefetture, ha messo a disposizione 114 posti letto in comunità educative, familiari, centri di accoglienza e pronto intervento, per ospitare alcuni minori (oltre 600) che si trovano in Sicilia. Questo impegno, sia chiaro, non deve ricadere sui Comuni, ormai al collasso, ma direttamente sul Ministero.

 

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