“Viviamo il nostro percorso di formazione all’interno di un’Università che è in cambiamento a causa della legge 240/2010, meglio nota come riforma Gelmini, che unitamente alla legge 133 del 2008 sta completamente modificando i rapporti di forza all’interno degli atenei fra studenti

e amministrazione, minando il carattere pubblico dell’Università peculiare caratteristica del sistema di formazione italiano.” Lo comunica l’Udu in una nota.

“In questo processo di trasformazione del sistema universitario italiano particolare importanza assume riformulare anche la funzione del sindacato studentesco. Da una semplice difesa dei diritti degli studenti attraverso le vertenze, si deve passare ad un sindacato che sappia portare all’attenzione nazionale le problematiche e che soprattutto sia propositivo. A tal fine la rappresentanza diventa fondamentale, particolarmente nella nuova formulazione dello statuto, dove sarà necessario gettare le basi per un università più partecipata che sappia mettere davvero lo studente al centro, contrastando dall’interno la rete di baronie che fino ad ora ha governato l’Università.
Ma il processo di destrutturazione non riguarda solo il mondo universitario ma anche il sistema di diritti civili. Ecco perché assume un significato particolare aprirsi alla società esterna, facendo rete con tutte quelle associazioni e quelle frage della società messe sotto attacco da questo Governo, lontano delle reali esigenze della popolazione.

Nella giornata di oggi si sono susseguiti vari interventi. Particolare rilevanza nella discussione hanno avuto l’intervento del Segretario provinciale dell’ Anpi Maurizio Nocera. Importante è confrontare ciò che succede oggi con ciò che è successo in passato e a tal fine paragonare i movimenti studenteschi di oggi con quelli del ’68, evidenziando gli errori passati per non ripeterli in futuro. Proprio questo oggi bisogna fare: uscire dal sistema di contrapposizione dualistico studenti- amministratori, provando a trasformare il sistema universitario dall’interno sfruttando quegli spazi di rappresentanza che troppo spesso appaiono mal gestiti dagli studenti.

Durante la discussione erano presenti anche i ricercatori con cui abbiamo fatto fronte comune durante l’autunno e, ora come allora, siamo attaccati da uno stesso progetto politico, per questo è fondamentale portare avanti una battaglia comune, non frammentata e unitaria.

Il Rettore, invece, ha posto l’accento sopratutto sulla grande capacità politica dell’ UdU, capace di portare avanti con convinzione le vertenze degli studenti, ma con un pensiero critico, facendosi artefice non solo delle battaglie politiche ma anche di proposte concrete, come dimostrato nella questione tasse.

Siamo ad un punto di svolta nella storia dell’istruzione pubblica italiana ed è nostro compito cogliere al meglio le nuove sfide, siamo pronti a difendere il diritti degli studenti fino in fondo come in passato, immaginando un’Università diversa e più partecipata, immaginando un futuro migliore e meno incerto per le nuove generazioni.