Il caso sul reparto di oncoematologia pediatrica del Vito Fazzi di Lecce sollevata dal sindaco Paolo Perrone, ha avuto un eco nazionale per l’anomalia con cui viene gestito.  Mancano infatti i medici specializzati e le famiglie si fanno carico di di pagare i pediatri oncologi. La questione ha scatenato la diatriba politica.

“Quei piccoli pazienti e i genitori costretti a pagare di tasca propria i medici per far curare i figli, non meritano che la questione si trasformi in polemica politica”, lo sostiene in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese, che chiama in causa Il collega Maniglio, capogruppo regionale Pd, il quale lamenta il blocco dei concorsi per medici e personale Asl.

 

Palese ribatte che a questo potrebbe sopperire la Giunta Regionale: le leggi nazionali e regionali in vigore già  consentono alla Giunta Regionale di autorizzare in deroga i Direttori Generali ad assumere personale se ciò sia indispensabile a garantire il funzionamento del reparto, mentre secondo Maniglio lo blocco dei concorsi è stato “ordinato” dal Governo centrale in virtù del patto di stabilità.

Intanto i lavori procedono affinchè l’ Oncoematologia del “Fazzi” diventi struttura complessa assicura Maniglio. “Questo sta scritto nel  piano regionale della salute e nel piano di riordino ospedaliero, pubblicato sul bollettino ufficiale della regione (n. 188/2010). E di ciò può vantare merito, oltre agli operatori e alle associazioni, quei consiglieri e quelle forze politiche che hanno votato quel piano completamente diverso da quello votato dalla destra”. Ma ben vengano le polemiche purchè i giovani pazienti, già penalizzati dalla malattia, possano avere garantito il diritto alle cure.

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