In riferimento alla vostra nota del 13 aprile 2011, le assicuro che procederò nella linea concordata con i genitori e i medici in più di una riunione. Purtroppo non è possibile non rispettare le vie della legge. Con queste poche righe l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore – chiamato in causa

per la vicenda della carenza di organico all’Unità operativa di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce e per i conseguenti disagi sopportati dai piccoli pazienti ospitati nella struttura –  replica alle richieste formali avanzate dal sindaco di Lecce, Paolo Perrone.
“Resto sconcertato – sottolinea Perrone –  per il tenore delle affermazioni rilasciate dall’assessore Fiore in risposta alle mie richieste. Davanti alle situazioni di sofferenza e di dolore in cui versano i bambini del reparto di Oncoematologia pediatrica, Fiore si trincera dietro un generico riferimento normativo senza sforzarsi di individuare una soluzione capace di alleviare i disagi dei piccoli ospiti della struttura sanitaria. Invito l’assessore ad adoperarsi per risolvere il problema. Per questo chiedo all’assessore Fiore di farsi carico della questione facendo riferimento all’articolo 2 della legge regionale n.12 del 2010, grazie al quale è possibile derogare al blocco delle assunzioni per la copertura dei posti vacanti attraverso la mobilità tra le Aziende e gli Enti del Servizio sanitario regionale. Così facendo potremo dare una risposta concreta al grave problema della carenza dell’organico del reparto di Oncoematologia pediatrica”. 
“I genitori dei piccoli pazienti – conclude il sindaco Perrone – si sono già caricati l’onere di corrispondere lo stipendio a due medici. E’una situazione a dir poco paradossale che impone di trovare – ovviamente seguendo la via della legalità – una soluzione adeguata per venire incontro ai gravi disagi dei bambini”.

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