“Ennesimo Consiglio Regionale all’insegna dell’auto – ostruzionismo e dell’autolesionismo della maggioranza di centrosinistra, con l’assenza del Presidente Vendola, criticato aspramente anche da Rifondazione Comunista”.

E’ il commento del capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese, al termine di una giornata politicamente emblematica per il centrosinistra pugliese.
“Già in conferenza dei capigruppo – spiega Palese – è scoppiato il giallo sull’assenza tra gli argomenti in discussione, dell’ordine del giorno sulla sostituzione dei manager delle Asl che il Pd ha comunicato a mezzo stampa giorni fa di aver presentato al termine della scorsa seduta. In aula, poi, la maggioranza si parla addosso per ore prima di giungere all’approvazione unanime dell’odg sulle quote rosa.
Poi basta una nostra pregiudiziale di natura costituzionale e finanziaria sul DDL che istituisce l’Ente Idrico, per scoprire che la maggioranza non ha i numeri per votarla. Sospensione chiesta da Losappio e rientro in aula con la ‘scoperta’ che in assenza dell’assessore al Bilancio non si può superare la pregiudiziale e proseguire con i lavori. Il tutto ‘condito’ da dieci Sindaci di centrodestra e centrosinistra (tra loro anche il Sindaco di Taranto in quota a Rifondazione Comunista) che consegnano all’assente Vendola, per il tramite del Presidente Introna, la fascia tricolore. Motivo? Chiedono da mesi di incontrare Vendola sulla chiusura degli ospedali e lui non li riceve. Neanche con noi, ai tempi del tanto vituperato Piano Fitto, era mai accaduto che i Sindaci fossero costretti a presentarsi in Aula ed a restituire le fasce pur di poter incontrare il Presidente per parlare di sanità. La giornata di oggi – conclude Palese – dimostra per l’ennesima volta che non è il centrodestra a fare ostruzionismo o ad impedire a Giunta e maggioranza di legiferare, ma è l’esperienza di Governo di Vendola e della sinistra che sta implodendo proprio sui temi che portarono alla vittoria elettorale del 2005: dalla ‘restituzione del maltolto’ negli ospedali, alla promessa di concertazione che doveva portare a ‘scrivere il Piano sanitario tutti insieme a porte aperte’. Non a caso ad attaccare Vendola è in primo luogo il suo partito di allora, Rifondazione Comunista”.