La particolare esposizione della Riviera di Ponente di Porto Cesareo, caratterizzata dalla presenza dell’Isola dei Conigli o Isola Grande, a formazione di barriera naturale, ha costituito da sempre un singolare rifugio per le imbarcazioni dei pescatori e dipartisti, quando le stesse non possono stazionare

lungo l’opposta Riviera di Levante per le avverse condizioni meteo- dimarine. Tuttavia soprattutto nel caso di mareggiate, anche in questo approdo naturale della Riviera di Ponente, aumenta il rischio e la sicurezza dei natanti nella manovra di accesso alla baia stessa a causa della presenza di un banco roccioso presente lungo la rotta d’ingresso delimitata da due isolotti. Può succeder infatti che l’onda abbassandosi porta le imbarcazioni a battere con la chiglia sul fondo del mare riportando danni notevoli. Un rischio che per le imbarcazioni di stazza maggiore, i pescherecci cesarini per intendersi, durante il periodo autunnale ed invernale diviene costante.

“Il progetto –spiega l’assessore alla Pesca Giuseppe Fanizza- ha lo scopo di migliorare un problema ambientale storico per Porto Cesareo, senza alterare l’aspetto paesaggistico. Lo scavo è eseguito proprio in queste settimane  al di sotto del pelo libero dell’acqua e comporterà effetti postivi sulla fruizione dell’area marina da parte dei pescatori e diportisti cesarini. Una volta effettuato lo scavo della roccia e l’approfondimento del canale di accesso, si monitorerà e preserverà l’area da parte dell’amministrazione comunale, evitando incidenti e soprattutto garantendo e migliorando la fruibilità del porto naturale di baia di ponente –aggiunge Fanizza-. E’ chiaro che dal punto di vista vincolistico ambientale le area interessate sono state soggette all’esame da parte delle Istituzioni ed egli uffici competenti dai quali abbiamo avuto tutti i nulla osta del caso”. 
-Gli interventi in corso-. “L’intervento ha come scopo –spiega l’ing. Maurizio Maggio- la messa in sicurezza del canale di accesso mitigando gli effetti negativi naturali con la valorizzazione dell’‘assetto attuale rendendolo sostenibilmente fruibile.  I materiali recuperati dallo scavo –precisa Maggio- oggi sono poggiati su alcune chiatte e successivamente saranno rigettati in mare ad otto miglia dalla costa su un sito marino di tre ettari compatibile”

 

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