”E’ un eufemismo parlare di riforma della giustizia. Il Parlamento e’ impegnato nella costruzione di una gigantesca prepotenza che e’ quella di sottrarre il premier Berlusconi al dibattimento del caso Mills”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, Ecologia e Liberta’, Nichi Vendola

, commentando il duro confronto in atto alla Camera sul processo breve. ”Noi siamo di fronte al rischio di mandare in fumo processi importanti che vedono un pezzo d’Italia, tutto il Paese, in attesa di conoscere la verita’. Invece – ha spiegato Vendola – oggi, di fronte al Parlamento, centinaia e centinaia di parenti di vittime di tanti delitti e stragi guarderanno il luogo delle Istituzioni e della democrazia: i loro occhi saranno un giudice implacabile nei confronti di una classe dirigente corrotta che chiede per se stessa impunita”’. ”Oggi il Parlamento – ha aggiunto Vendola – vuole portare a compimento un delitto che e’ quello di sancire il principio di diseguaglianza, cioe’ che chi e’ piu’ ricco e potente non deve essere sottoposto al controllo di legalita’ che invece – secondo Vendola – resta appannaggio dei ceti popolari e dei poveri cristi”. ”Credo sia insopportabile, – ha continuato – che non si voglia un processo breve ma il processo brevissimo e anzi nessun processo. La riforma non serve a cambiare la giustizia per tutti i cittadini: i processi sono lunghissimi ed estenuanti perche’ ancora oggi non sono investite risorse fondamentali per il funzionamento della macchina di giustizia. Rischiamo insomma di guadagnare un nuovo 800: l’epoca di un doppio codice per i galantuomini, che sono i ricchi e potenti e sono sempre innocenti, e quello dei briganti, che sono i poveri cristi che come si sa sono sempre colpevoli. E’ giusto ribellarsi a questa barbarie culturale”.

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