“Welcome in Puglia, lei è in una regione che ha fatto dell’accoglienza e della solidarietà la ragione di un orgoglio identitario”. È così che il presidente Nichi Vendola e il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna hanno accolto il premio Nobel per la pace 1976, l’irlandese Betty Williams, respinta dalla tendopoli di Manduria.

“Sono mortificato – ha detto Vendola – è una violenza non aver consentito l’accesso ad una personalità di prestigio internazionale, ma ci permette ora di ascoltare da una voce autorevole cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare in questa emergenza umanitaria”.
“Non ho una soluzione da suggerire –la risposta di madame Williams – si dovrebbe affrontare la situazione da più angolazioni. La Chiesa cattolica potrebbe spingere il governo italiano a fare di più e molte comunità del Sud sono pronte ad accogliere generosamente”.
Infatti, “c’è una grande sensibilità su questo problema in tutta Italia e naturalmente in Puglia, da sempre terra d’accoglienza – ha osservato il presidente Introna – una forte pressione dell’opinione pubblica sta spingendo la stessa Lega ad ammorbidire le sue posizioni”.
È in atto uno guerra “tra l’ideologia e la realtà, ma domani lo scenario potrà cambiare”, ha dichiarato Vendola. “L’ideologia è quella del Carroccio, un partito di ispirazione etnico territoriale che ha costruito sulla xenofobia il suo consenso elettorale”. La realtà è quella del resto del Paese che non è sordo alle esigenze della crisi umanitaria e non intende confondere profughi con clandestini.
Occorre aspettare l’incontro di domani delle Regioni con il governo centrale, che potrà portare novità decisive. Vendola si è detto “ottimista sull’esito”.

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