“Il progetto di realizzare nella marina leccese di San Cataldo un Centro neuro – oncologico all’avanguardia, il primo in Italia, rappresenterebbe un’occasione importante non solo per tanti malati, che attendono cure all’avanguardia e risolutive, ma anche per lo sviluppo di tutto un territorio.

Senza contare, poi, come questa struttura dedicata alla ricerca, agli interventi operatori e alla riabilitazione consentirebbe la drastica riduzione della mobilità passiva, che rappresenta una delle più dolorose spine nel fianco della sanità pugliese”.
È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, che ha presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sul progetto, presentato nelle scorse settimane da due noti neurochirurghi e da un imprenditore salentino, di realizzare nella marina leccese di San Cataldo una struttura unica in Europa nella lotta ai tumori con tecniche all’avanguardia (BNCT e Gamma Knife), attualmente utilizzate con successo solo in Svezia e in Giappone.
“La Gamma Knife e la BNCT (Boron Neutron Capture Therapy) – prosegue Buccoliero – sono due tecniche altamente innovative, che permettono, senza l’uso del bisturi, di colpire in maniera precisa le cellule tumorali, preservando quelle sane (aspetto, quest’ultimo, particolarmente rilevante in ambito cerebrale) ed evitando al paziente i problematici inconvenienti di un intervento chirurgico. Realizzare una struttura del genere, in grado di fornire trattamenti d’eccellenza nel Salento, rappresenterebbe una concreta speranza per tanti malati, oggi costretti ad affrontare i cosiddetti ‘viaggi della speranza’”.
Per questa ragione, in un’interrogazione urgente a risposta scritta inviata all’assessore regionale alla Sanità, il consigliere Buccoliero chiede non solo di conoscere, nello specifico, quanto costino alla Regione gli interventi “fuori sede” in ambito Neurochirurgico e Neuroriabilitativo, ma anche di comprendere la posizione dell’Ente nei riguardi di una struttura, che non sarebbe l’ennesimo ospedale da convenzionare, ma un centro unico nel suo genere sull’intero territorio nazionale.
Scrive Buccoliero:
“Premesso che:

–          La medicina d’eccellenza rappresenta una risorsa notevole non soltanto per i malati gravi, che necessitano di terapie all’avanguardia e risolutive, ma anche per tutto un territorio, che fermando la cosiddetta “mobilità passiva”, riduce sensibilmente la spesa sanitaria;
–          In ambito oncologico, due tecniche all’avanguardia, la Gamma Knife e la BNCT (Boron Neutron Capture Therapy), permettono, senza l’uso del bisturi, di colpire in maniera precisa le cellule tumorali, preservando quelle sane (aspetto, quest’ultimo, particolarmente rilevante in ambito cerebrale) ed evitando al paziente i problematici inconvenienti di un intervento chirurgico;
–          Mentre in Italia, la Gamma Knife può essere applicata in tre centri specializzati, nessuna struttura italiana è in grado, oggi, di applicare la tecnica BNCT, che viene utilizzata solo in Svezia e in Giappone;
–          Di recente, come riportato da alcuni organi d’informazione, è stata avanzata la proposta (supportata da un imprenditore salentino e da due neurochirurghi di fama nazionale e internazionale, il Prof. D’Angelo e il Prof. Pellitteri) di realizzare, nella marina leccese di San Cataldo, un Centro neuro – oncologico, che metta insieme ricerca e reparto operatorio, utilizzando le tecniche Gamma Knife e BNCT;
Visto che:
–          Questa struttura innovativa, diventando un punto di riferimento per buona parte dell’Europa, favorirebbe una “mobilità attiva”, costituendo un beneficio per tutto il territorio;
–          Il centro neuro – oncologico non sarebbe un nuovo ospedale da convenzionare e non farebbe “concorrenza” alle altre strutture già esistenti, trattandosi di un polo d’eccellenza unico in Italia;
–          Il progetto avrebbe un costo di circa 30 milioni di euro, cifra che andrebbe ad ammortizzare quella che la Regione Puglia “sborsa” per consentire ai malati oncologici di raggiungere la Svezia per sottoporsi al trattamento BNCT (sino a 40.000 euro a trattamento);
l’interrogante si rivolge all’assessore alla Sanità per sapere:

* Quanto spenda la Regione Puglia per sostenere i “viaggi delle speranza” nello specifico ambito della Neurochirurgia e della Neuroriabilitazione;

* Quale sia la posizione dell’Ente in merito a questo progetto d’eccellenza, che oltre a ridare nuova speranza a tanti malati e alle loro famiglie, offrirebbe una reale occasione di crescita e di sviluppo per il territorio;
* Se non sia il caso di conoscere nei dettagli il progetto in questione, incontrando preliminarmente il comitato promotore e offrendo la possibilità a tanti imprenditori pugliesi di essere parte attiva nella realizzazione una struttura, unica in Europa, nella lotta ai tumori con tecniche altamente innovative;
* Se la risposta alla presente interrogazione possa giungere entro la fine della consiliatura./comunicato

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