Per soli tre voti non passa la pregiudiziale posta dal centrodestra al disegno di legge che prevede l’istituzione dell’Ente idrico pugliese.
Una “condizione”, quella illustrata dal capogruppo del Pdl, Rocco Palese in aula, che “smantella l’impianto, la struttura il ruolo del costituendo nuovo ente”.

“Un carrozzone” lo definisce l’esponente della minoranza “che non fa che aumentare costi e oneri per i pugliesi”.
Ma non solo. Mentre da una parte dal livello nazionale si chiede attraverso le norme, di eliminare gli Ato (Autorità d’ambito territoriali ottimali), dall’altro “la Regione Puglia – continua Palese – ne costituisce un altro sostitutivo”.
“È chiaro che il provvedimento non comporta spese a carico del bilancio regionale – dice Palese – ma è altrettanto chiaro che si tratta di una impresa inefficiente con le spese a piè di lista e a rischio di costituzionalità”.

L’assessore alla tutela delle acque,  Fabiano Amati, ha esortato l’aula ad una valutazione oggettiva sul voto alla pregiudiziale posta dalla opposizione. “Sarebbe auspicabile un voto tecnico – ha detto – sulla base della considerazione che invece, è necessario un organismo che si occupi dell’organizzazione unitaria nel territorio regionale del servizio idrico integrato sulla base di criteri di efficienza e economicità”.

Dall’opposizione il messaggio è chiaro: non si fanno sconti, non si ritirano gli emendamenti e “rifiutiamo – ha detto Palese – il principio secondo il quale il nostro sia da considerare un atteggiamento ostruzionistico. Abbiamo dimostrato più volte di essere costruttivi e collaborativi nei casi in cui si lavora nell’interesse dei pugliesi”.

In aula è un corso la discussione generale.

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