Battere la Samp a domicilio equivale a staccare un mezzo biglietto per la permanenza in serie “A”; forse anche qualcosa in più perchè la squadra è apparsa in splendida salute e dunque in grado di proseguire fino al conseguimento del successo finale; la classifica sorride, ma è di Samp-Lecce che vogliamo parlare.

Samp in fondo alla classifica rappresentava nei discorsi della vigilia una sorta di zavorra a causa di disabitudine allo scomodo ruolo; zavorra che avrebbe appesantito idee e muscoli della squadra di Cavasin. L’avvio della partita ne è stata la conferma. A scaldare l’atmosfera ,di per sè bollente, è Ziegler al 9° con una saetta da una trentina di metri a fil di incrocio dei pali molto insidiosa talchè Cavasin per un attimo si mette le mani tra i capelli ricordandosi che non ne ha e desistendo. Il Lecce ribatte colpo su colpo ricorrendo spesso al fallo (giallo per Vives e Tomovic); la partita si snoda con sostanziale equilibrio e con ritmo elevato a dispetto del gran caldo; in campo si corre a tutto gas, portieri compresi. Jeda si sacrifica in posizione di raccordo tra la prima e la seconda linea consentendo a Mesbah le abituali incursioni sulla corsia mancina; la suadra mantiene così equilibrio e compattezza. Se la cava egregiamente anche Giacomazzi in un ruolo non suo al centro del pacchetto difensivo; Di Michele è un cobra! Al 39° sfrutta da par suo la confusione dei centrali blucerchiati, li brucia sullo scatto breve e colpisce senza lasciar scampo a Curci, unico incolpevole.
Il Lecce vede dunque spalancarsi le porte della salvezza mentre per la Samp, che accusa vistosamente il colpo, calano le tenebre. Archiviato il primo tempo si riparte per la ripresa.
L’intervallo non è servito a smaltire lo stordimento dei padroni di casa che si aprono pericolosamente ai primi fendenti dei giallorossi a cui tuttavia rispondono pericolosamente Guberti e Maccarone che esaltano la reattività di Rosati.Col passar dei minuti la Samp comincia a guadagnare campo insidiando l’area giallorossa con tanta foga e poca lucidità; l’intensità del gioco non accenna a calare per cui la partita risulta avvincente quandanche esteticamente non sublime.
Munari viaggia ovunque a sradicare palloni dai pedi di ogni avversario, Donati ha sostituito Bertolacci e si occupa di arginare e spingere, Di Michele continua a confezionare pregevoli iniziative per sè e per i compagni e la partita va avanti con il Lecce sempre in vantaggio
Minuto 21: Olivera si vede respingere una prima conclusione, ma la palla è ancora sul suo destro e questa volta il due a zero si materializza inconfutabilmente. Tre minuti più tardi Macheda converge a ridosso della linea di fondo, serve Maccarone che non ha problemi ad insaccare l’uno a due. Mannini guadagna il secondo giallo e le docce; ora il Lecce è in vantaggio nel punteggio e nel numero di uomini in campo. La Samp continua a sparacchiare verso la porta di Rosati mancando lo specchio con frequ enza inusuale; ci mette tanto orgoglio, tanta volontà, il tutto a scapito della precisione. Il Lecce bada concretamente a contenere, a custodire il prezioso vantaggio accettando, di fatto, l’assalto finale dei blucerchiati.
La storia si chiude con il Lecce sugli scudi, con un successo che catapulta i giallorossi in orbita salvezza.