Con otto partite da giocare il Lecce aveva 28 punti, con sei partite da giocare i punti sono 34; è ovvio che ne sono stati fatti sei in due partite. Ma se la matematica non fa una grinza, sono gli avversari incontrati che danno la garanzia del successo…

Non si batte l’Udinese con un secco 2 a 0 e non si fa successo pieno a Genova, contro la Sampdoria, se non ci si è calati completamente nella parte della contendente autoritaria, sicura di sé, con freschezza atletica rilevante. Dopo tre consecutive sconfitte che avevano riproposto qualche riserva in merito alla salvezza, ecco due chiare vittorie che ripropongono i giochi come erano nel post Juventus, cioè con un rassicurante margine sopra la terzultima. Ma è significativo che questa volta le vittorie siano venute con squadre che avevano grandi motivazioni: l’Udinese quella di mantenere il trend positivo che la accreditava come la squadra praticante il miglior calcio del campionato e la Sampdoria, nel ruolo di nobile decaduta, con un organico comunque di livello, che non voleva starci a questo risucchio verso il basso. Ma l’Udinese è stata punita per la sua presunzione e per l’incapacità a far gioco credibile, per esclusivo merito del Lecce, e la Sampdoria è stata battuta con il carattere e la feroce determinazione che caratterizza le squadre che lottano per non retrocedere. C’è obbiettivamente da rilevare che fra le squadre che lottano, il Lecce sembra essere quella dotata del miglior gioco, quella più equilibrata in campo ed, in queste due partite, quella più attenta e concentrata.
Ora se questo si è visto in maniera evidente, va da sé che non ci si aspettano sorprese per i prossimi turni. Certo, ci sono da affrontare Napoli e Lazio che avranno fortissime motivazioni, ma con entrambe le squadre il Lecce ha giocato, non demeritando a Napoli e addirittura vincendo a Roma, dimostrando, ove ce ne fosse ancora bisogno di farlo, di come questa squadra sia abile ad imbrigliare chi “deve” fare la partita, ma ci sono anche Cagliari, Genoa, Chievo le cui motivazioni sono solo quelle di fare un’onesta partita a centrocampo che possa assicurare quei punticini occorrenti per dimostrare di aver fatto un campionato di rilievo il Cagliari ed una salvezza raggiunta il Genoa ed il Chievo.
La 32^ giornata ha portata la novità del “risucchio” di due formazioni inaspettate data la loro consistenza tecnica, il Parma e proprio la Sampdoria, mentre ha evidenziato la solita capacità combattiva del Brescia e del Cesena che, mi auguro di vero cuore, possano salvarsi. Ormai non conta più l’avversario ma conta cosa c’è dentro, quanta forza muscolare è rimasta e come questa determini la brillantezza del cervello con l’adozione di azioni rapide ed efficaci; alla luce di quello che si sta vedendo, sembra che proprio il Parma e la Sampdoria siano “bolliti” oltre che nelle gambe anche nel cervello. Allo stato dell’arte, il Lecce sembra proiettato al raggiungimento dei fatidici 40 punti che, a meno di stravolgimenti clamorosi, dovrebbe, o forse potrebbe, raggiungere fra quattro partite.
Ci si augura che la squadra abbia ormai capito che non ci si può distrarre, pena una sequenza di risultati negativi che possono pregiudicare tutto; occorre essere cauti ed accontentarsi anche del punticino ottenuto magari con una prestazione poco brillante, piuttosto che di un pugno di mosche dopo una partita definita anche vibrante. In questo finale di campionato bisogna essere più ragionieri  e ragionatori perché il risultato è a portata di mano. In tale ottica va affrontato il Cagliari che non credo si dannerà  l’anima oltre misura per fare risultato.

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