“Patto dei Sindaci”, lo strumento lanciato nel 2008 dalla Commissione europea ed aperto alle città europee di ogni dimensione che ha, come mission, quello di coinvolgere le amministrazioni ed i cittadini nello definizione di una politica energetica

capace di ridurre le emissioni di CO2, attraverso l’individuazione di misure di efficienza energetica ed azioni collegate allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili.

In seguito alle delibere di adesione al Patto dei Sindaci da parte dei Comuni della Provincia di Lecce, in sala consiliare alla presenza di tutti i sindaci è stata perfezionata l’adesione da parte di tutte le amministrazioni comunali attraverso l’“Adhesion Form” al Patto. Presenti il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’europarlamentare Raffaele Baldassarre, il vicesindaco di Lecce Gianni Garrisi, l’assessore provinciale alle Politiche Energetiche Gianni Stefano, l’assessore regionale alla Qualità e assetto del territorio Angela Barbanente, il presidente della commissione Anbiente della Provincia di Lecce Francesco Bruni, il dirigente responsabile Poi Energia – Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare  – DG SSEC Antonio Strambaci.

“Oggi poniamo tutti insieme le basi per una politica energetica espressione della maggiore condivisione possibile delle volontà dei comuni del Salento; una politica energetica capace nel tempo di ridurre le emissioni nell’aria di CO2, attraverso il serio, consapevole e regolato utilizzo delle energie rinnovabili” ha commentato il presidente Gabellone

Fin dall’inizio la Provincia di Lecce ha considerato con estrema attenzione le potenzialità dello strumento “Patto dei Sindaci” e, per questo motivo, ha deciso di rafforzare il supporto ai Comuni che hanno aderito a questa iniziativa, 78 in tutto.
Per il’europarlamentare Raffaele Baldassarre: “solo coordinando le strategie esistenti a livello locale, si possono raggiungere risultati, che soddisfano territori più ampi su scala europea.
Per questo mi auguro che presto il Patto dei sindaci raggiunga gli obiettivi stabiliti e si diffonda sempre più tra comuni e province, coadiuvato dall’azione di riconoscimento formale e da un’adeguata promozione attraverso gli strumenti di comunicazione e finanziamento messi a disposizione dalla Commissione europea”.

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