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Quando il gioco d’azzardo diventa patologico, ecco che misure di azione e prevenzione diventano inevitabili. Come quella firmata questa mattina a Palazzo Adorno dal Presidente Antonio Gabellone e dall’assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Filomena D’Antini, assieme all’Azienda Sanitaria Locale di Lecce e alle forze dell’ordine nelle vesti dei comandanti Patrizio Vezzoli e Maurizio Ferla rispettivamente della Guardia di Finanza e dei Carabinieri della provincia. Il titolo è Scommettiamo che smetti? Punta sul futuro.

Un passo importante per la lotta al gioco d’azzardo che ora più che mai, ha bisogno di una forte campagna di sensibilizzazione.
“Con l’avvento dei dispositivi elettronici”, ha infatti commentato il presidente Gabellone in conferenza, “Questo fenomeno è andato espandendosi e ha bisogno di essere frenato.”

 

Un protocollo d’intesa quindi, per collaborare in sinergia segnalando i casi di patologie di questo tipo e andando a cercare una soluzione, attraverso anche il Centro per le Risorse della Famiglia per poter offrire un sostentamento a quei nuclei familiari colpiti dal problema.

“Si tratta di nuove forme di dipendenze, come possono essere quelle dell’alcool e delle droghe”, ha continuato l’assessore D’Antini  “Che una volta accettate, hanno bisogno di cura e di sostentamento per poter essere vinte. Non possiamo più chiudere gli occhi e fingere di non vedere il degrado sociale provocato dal gioco d’azzardo.”

Il servizio è già attivo e pronto ad accogliere qualsiasi segnalazione. Sarà avviato subito infatti, una preventiva indagine per poter chiarire le dinamiche e le percentuali di persone affette da questo tipo di patologia: un’analisi quali-quantitativa insomma per decidere poi come operare in maniera concreta sui soggetti.
La Asl attraverso il Dipartimento Dipendenze Patologiche, garantirà la competenza degli operatori per trattamenti terapeutici e riabilitativi e collaborando con la campagna di sensibilizzazione che già si avvale di un efficace spot che andrà in onda nelle emittenti televisive nei prossimi giorni.
E’ in programma inoltre la creazione di una rete chiamata “Giocatori Anonimi” con cui tramite tavole rotonde e incontri ad hoc sarà possibile curare la dipendenza e promuovere la salvaguardia.

Il ruolo delle forze dell’ordine, legato in maniera indissolubile alla repressione, si avvale questa volta del ruolo di garante della prevenzione. Qualora infatti, nascessero durante indagini e operazioni di controllo sospetti di patologie di gioco d’azzardo su soggetti, guardia di finanza e carabinieri si impegnano a segnalarli per poter intervenire tempestivamente.

“Siamo qua per  attrazione magnetica” ha infatti espresso il comandante Vezzoli, riferendosi anche al comandante Ferla. “Il gioco d’azzardo è un’industria che produce tra i 60 e i 70 milioni di euro l’anno e che attrae anche la criminalità organizzata. Andare a colpire preventivamente invece che reprimere è quindi un passo importantissimo. Il fatto poi di puntare alla sinergia e alla collaborazione tra le armi e la provincia è una delle migliori opzioni che porterà certamente a degli ottimi risultati.”

“Se la Provincia è salita nelle graduatoria tra le città più sicure d’Italia,” ha concluso Gabellone. “Lo deve proprio all’attività di collaborazione tra le forze dell’ordine. Se non c’è sicurezza infatti, non c’è crescita sociale, culturale ed economica, non c’è sviluppo. E questo progetto rientra perfettamente in questo ambito, prediligendo la prevenzione alla repressione.”

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