E’ finita dopo 4 mesi la detenzione del poliziotto leccese nel carcere dell’aeroporto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Una vera e propria Odissea, durata ben 121 giorni

, che Roberto Cuppone, 48enne, ufficiale medico, in servizio a Roma, ha trascorso confinato nel carcere saudita, dov’era stato rinchiuso il 6 dicembre dello scorso anno, con le accuse di offesa al pudore e condotta sconveniente.

Il suo arresto era scattato dopo che l’agente salentino aveva importunato una passeggera indonesiana, incontrata a bordo di un volo aereo della compagnia Emirates.

Un reato – tradotto in molestie sessuali – per il quale l’ordinamento giudiziario arabo prevede, in casi particolari, una pena detentiva fino ai 30 anni di carcere.

L’agente leccese ha rivisto la luce lo scorso 5 aprile, alla scadenza del termine di 4 mesi, previsto dalla Magistratura araba per raccogliere le prove processuali.

Nei mesi scorsi, i suoi avvocati difensori, avevano anche inoltrato la richiesta di una perizia psichiatrica per il loro assistito, utile a stabilire se il 48enne, al momento dei fatti, fosse capace di intendere e di volere.

La sua scarcerazione, disposta dal Magistrato del Dubai, è tuttavia subordinata al divieto imposto all’agente salentino di non accedere più negli Emirati Arabi Uniti.

Viene da pensare che, dopo quanto accaduto, negli Emirati non ci vorrà più tornare.

 

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