Sei giovani musicisti salentini che “spaccano”:Moreno Turi: voice, Errico Carcagni (Ruspa): sinth, keyboards e voice, Donatello Vitto (Cusci): sinth, keyboards e voice, Valerio Greco (Vbass): bass; Emanuele Carcagni (Sciampy): guitar; Antonio De Marianis (Dema): drum, hanno conquistato tutt’Italia

con il loro reggae-dub-rnb e musica elettronica insieme,dopo l’enorme successo del loro eccellente album di debutto “I Livello” (Casasonica) sono tornati con il loro attesissimo secondo lavoro discografico in uscita a fine Maggio. Sono gli SteelA , il cui nome, che sta a significare “stile -elaborazione”, si adatta perfettamente a questa semplice ma nello stesso tempo originale band.
Li abbiamo intervistati.
Un passo indietro: come sono nati gli ” SteelA”?

Gli SteelA nascono come la maggior parte delle band, ossia cominciando a suonare insieme, rispettandosi e stimandosi reciprocamente. Con il passare del tempo poi abbiamo iniziato a credere di più in quello che facevamo ed è stato il pubblico che ci ha sempre seguiti e che continua a farlo a darci ancora più forza, soprattutto nei momenti difficili in cui l’affetto di chi ci ascolta e di chi ci sta intorno è fondamentale più che mai.

Quali sono le vostre influenze musicali?

Potremmo dire che Marley a parte non abbiamo mai avuto un punto ben preciso per quanto riguarda i riferimenti musicali. Il reggae lo abbiamo ascoltato e continuiamo a farlo in tutte le sue forme, poi c’è la passione per la musica elettronica che ci porta a sperimentare ancora di più e quindi ad azzardare soluzioni nuove nelle nostre canzoni. Adesso, per esempio, siamo abbastanza “intrippati” con la dubstep, ma la cosa più importante è che non ci accontentiamo solo della musica che ci spiattellano nelle orecchie tutti i giorni; in realtà siamo curiosi di conoscere quello che non è facile da trovare e da ascoltare.

Quali i pregi e i difetti degli SteelA?

Per quanto riguarda i pregi lasciamo agli altri il piacere di trovarli, noi ci concentriamo sui difetti che sono il motore della nostra crescita artistica e umana.
Se consideri che siamo in sei ci metteremmo una settimana a trovare i difetti di ognuno di noi…ma un pregio che accomuna gli SteelA c’è: la testardaggine.

Come nasce una vostra canzone?

Nasce dalle nostre paure, dalle nostre gioie, dal bisogno di raccontare qualcosa, dalle nostre sensazioni, da ciò che ci circonda e da tutto quello che ci passa per la testa. A volte si inizia dal testo, altre dalla musica e poi viene il bello; farli diventare un’unica emozione. 

Avete partecipato a molti eventi di notevole rilievo. Quale ricordate con soddisfazione?

Senza dubbio il 2 luglio del 2006, quando prima ancora dell’uscita del nostro primo disco ci siamo trovati catapultati sul palco del “Cornetto Free Music Festival” insieme a Black Eyed Peas e Subsonica. La prima volta in piazza S.Giovanni a Roma di fronte a 100.000 persone non si scorda tanto facilmente.

Quanto è importante il rapporto con il pubblico?Che cosa aspettarsi da un vostro concerto?
Noi rispettiamo moltissimo il nostro pubblico e cerchiamo di non deluderlo mai. Soprattutto dal vivo. Quello che abbiamo dentro lo tiriamo fuori tutto in 1:30sec di spettacolo perché chi sta sotto al palco merita di più di quanto si aspetta da noi.
Il live è stato sin dall’inizio il nostro punto forte e continueremo a farlo rimanere tale.
Comunque dovresti vederlo un nostro concerto per giudicare!

Che cosa potete anticiparci del vostro secondo lavoro discografico?

Iniziamo dal titolo: UN PASSO UN DUBBIO.
Il nuovo disco è un viaggio tra conflitti generazionali, voglia di amare e di lasciarsi tutto alle spalle, baby prostituzione, xenofobia e storie finite male. Tutto  questo è tenuto insieme da una vibra che spazia dal roots al ragga, dal pop alla dubstep, dalle ballad all’rnb….. ascoltare per credere.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
Per il futuro dovrete aspettarvi uno stile sempre più SteelA visto che abbiamo ancora tanto da dire e da farvi ascoltare. L’unica cosa che possiamo dirvi adesso è che ci impegneremo a non far passare tanto tempo tra un disco e l’altro… e non è poco!

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…

E’ bello avere l’ultima parola, grazie!
Ne approfittiamo per dirvi: fate ciò che dovete fare e ciò che va fatto, non abbiate paura di sbagliare né di cadere, tanto ci sarà sempre chi apprezzerà il vostro operato e chi invece continuerà a dire che potevate farlo meglio…ogni PASSO è un DUBBIO.

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