Pur non ritenendolo un titolo idoneo per un articolo, credo che l’acronimo UCAS ben si addica alla squadra Lecce. Sembra infatti che l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici abbia messo una sede distaccata a Lecce per complicare ulteriormente questo difficile cammino verso la permanenza.

Non è, del resto, la prima volta che il Lecce ci faccia respirare a pieni polmoni per poi ricacciarci in un ambiente mefitico e pericoloso. Ma adesso è peggio: il campionato è agli sgoccioli e gli errori che si commettono adesso possono risultare decisivi.
Nell’aria, però, c’era qualcosa che non mi convinceva; del resto, nel mio precedente articolo avevo sottolineato come il Lecce, contro il Cagliari, avesse esibito solo ed esclusivamente il cuore, apprezzabile quanto mai ma, insufficiente per fornire ampie garanzie. Anche contro il Cagliari la fase difensiva è stata molto approssimativa, perché mai curata o, forse, non attentamente curata. Va da sé che solo il Lecce potrebbe sfatare il fantasma di una retrocessione con ben 60 reti subite dopo 34 giornate e con un differenziale di -20 che ci mette dietro la Sampdoria.
Ma allora è una catastrofe? Non direi perché la squadra ha le carte in regola per salvarsi purchè sia e stia molto attenta a tutti i fattori che ruotano attorno alle ultime giornate di campionato. Sempre nel precedente articolo scrissi testualmente che si erano aperti molti “biscottifici” e che, forse, sarebbe stato il caso di sedersi al convivio senza strafare ma badando al sodo. Avete negli occhi l’ottima accoglienza che, a Genova, è stata riservata al Lecce ed ai suoi tifosi? Non vi sorge il dubbio che il Genoa, pur di fare uno “sgarbo” a Brescia e Sampdoria tendesse ad essere accondiscendente, giocando una partita tranquilla a centrocampo? Ebbene, cosa fa il Lecce? Segna subito, e questo può starci, ma il Genoa pareggia dopo 10’ ed anche questo può starci. E dopo? Il Lecce risegna, e qui già la cosa non va tanto bene, ma il Genoa deve sforzarsi per pareggiare a fine primo tempo. E’ ovvio che, a quel punto, il Genoa capisce che il Lecce vuole vincere, ma si rende anche conto che non è giusto stare sempre ad inseguire e che è meglio giocarsi completamente la partita ed, in quel preciso momento, il Lecce va in barca e non capisce più nulla; il Genoa avrebbe potuto anche umiliarci perché, le soluzioni tattiche adottate, ben quattro durante l’incontro, hanno evidenziato come il Lecce non ci capisse più nulla. Proporre Giacomazzi centrale e subire quattro reti all’interno dell’area di rigore, tre nell’area piccola, con i difensori imbambolati, non mi sembra sia stata una saggia idea che, mi auguro non venga riproposta nelle partite future. Sentire le giustificazioni del tecnico e dei calciatori che asserivano esserci stati errori difensivi, mi sembra un’offesa all’intelligenza dei tifosi. E’ ovvio che ci sono stati errori difensivi, ma è un intero campionato che ci sono questi errori, del resto 60 reti subite stanno a dimostrarlo, e non si è mai cercato di porvi rimedio con molta attenzione. Certo, stravolgere adesso a poche giornate dalla fine del campionato, potrebbe anche essere controproducente, però fare molta attenzione e considerare che anche un punto potrebbe andare bene, è cosa buona e giusta.
In tale ottica vediamo la prossima partita: si va a Verona con un Chievo al quale serve un punto per sentirsi più tranquillo; del resto questa squadra, già un paio di turni addietro, “giochicchiò” con la Sampdoria a centrocampo per farsi il punticino. Credo che, con 39 punti in classifica, provi a fare lo stesso domenica prossima. E’ vero che per noi una vittoria sarebbe manna dal cielo, ma è preferibile osare molto, a costo di essere infilati in contropiede, oppure stare attenti ed, eventualmente, adeguarsi all’impegno? Non c’è sicuramente una risposta certa, perché diversi sono i modi di vedere il calcio, ma sicuramente anche un punticino non guasterebbe.
Con tali presupposti,   sarà necessario  andare a Verona consci di poter fare un risultato positivo; bisognerà stare in campana in difesa ed evitare che si cambino in partita molti moduli di gioco che, può darsi, scombinino le carte dell’avversario, ma certamente mandano in bambola noi.

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