“Oggi si conclude un percorso di formazione e di selezione che rappresenta, non in Puglia ma in Italia, una vera e propria rivoluzione. Abbiamo compiuto una sperimentazione unica”. Lo ha detto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola al termine dei lavori del “workshop finale di cantierizzazione”

del Corso di formazione per i direttori generali delle Asl e degli istituti del servizio sanitario pugliese che lo hanno visto impegnato per tutta la giornata presso l’Aula magna De Benedictis del Policlinico di Bari. “Non si è mai, da nessuna parte, messo in piedi  – ha continuato Vendola – un meccanismo di professionalizzazione, di formazione e di selezione formidabile e durissima come questo corso destinato a coloro che saranno i futuri vertici delle aziende sanitarie locali. Sinora la politica doveva scegliere i manager, e spesso e volentieri si trattava di una specie di ruota della fortuna. Oggi invece abbiamo sperimentato un modello che produce, indipendentemente da coloro che saranno prescelti, una panchina molto larga di straordinari professionisti. Questa è una base intelligente sulla quale poter fondare la sanità della Puglia del futuro. Abbiamo costruito in questi mesi una consapevolezza delle criticità e delle potenzialità del sistema sanitario pugliese che costituisce già una base di orientamento per il lavoro di domani”. Vendola poi si è soffermato sul rapporto tra politica e sanità dal punto di vista della costruzione del management, ponendosi il problema di definire che cosa è un percorso di formazione intanto culturale e poi di professionalizzazione di questa figura. “Abbiamo provato a sfidare l’organizzazione che c’è in campo – ha detto Vendola – con l’obiettivo di dotarci dei manager più bravi e più capaci di autonomia rispetto a ciò che la politica chiede in forme inappropriate. La politica deve chiedere molto dal punto di vista di recuperare il primato del cittadino al centro dell’organizzazione della sanità, della cura e dell’assistenza”. 
Sulla richiesta poi di cambiamento che arriva dal Partito democratico, Vendola ha voluto sottolineare che  “il cambiamento, tema sul quale abbiamo assunto un impegno forte, è dentro lo svolgimento stesso di questa selezione, La grande discontinuità rivendicata è dunque realizzata con questo processo di formazione e selezione, un processo autentico”. E comunque Vendola ha aggiunto che “il prodotto finito sarà di grande soddisfazione per tutti i pugliesi”. Sui tempi il presidente ha detto che entro metà maggio saranno nominati tutti i direttori generali. “Cercheremo di concludere il percorso in forme omogenee e unitarie – ha concluso –  per dare il segno complessivo dell’avvenuta cesura. Abbiamo messo su un binario questo treno e lo dobbiamo portare al giusto approdo, che è davvero un cambiamento globale”.

Per l’assessore alla salute Tommaso Fiore “occorre fare delle scelte buone che durino un tempo sufficiente per poter affrontare una fase delicatissima come quella dell’applicazione del piano di rientro che costituisce un momento di grande riflessione e trasformazione degli assetti della sanità in Puglia”. “Ho fiducia – ha continuato poi Fiore – che la maggioranza e la giunta regionale siano compatti nella individuazione di questa strada e non di altre che sarebbero solo scorciatoie e non strade. Questo corso è durato molto perché era un corso complicato. Più volte ci è stato chiesto di accorciarne la durata per fare operazioni cesaristiche e più volte  è stato detto che la formazione ha i suoi tempi che devono essere rispettati e questo vale per tutto, per la formazione e per la selezione”.
Lo sforzo compiuto sin qui, sforzo concretamente guidato dal “paziente tessitore” Felice Ungaro, direttore dell’Organismo regionale per la formazione in sanità, potrebbe però non esaurirsi solo nella individuazione dei direttori generali. “Noi ci troviamo di fronte – ha voluto sottolineare l’assessore Fiore –  ad un gruppo di persone che ha uniformato il proprio vocabolario di governo. Per questo riteniamo che queste persone possano essere utilizzate in più punti della nostra realtà”.

Sei mesi la durata del progetto formativo, destinato a 30 partecipanti (quattro donne) risultati idonei alla nomina di Direttore Generale (ventidue regionali e otto provenienti dalle altre Regioni, di cui uno dalla Campania, uno dal Lazio, uno dalle Marche, due dall’Emilia-Romagna, due dal Veneto e uno dal Piemonte). Il corso si è svolto in 36 giornate, di cui 28 giornate di attività teorica e teorico-pratica in aula e 8 giornate di attività di formazione sul campo. Nel corso della giornata conclusiva i 30 potenziali direttori generali hanno presentato un project work che così come ha sottolineato nel suo intervento il presidente Vendola “costituisce un patrimonio conoscitivo molto importante tanto da deciderne la pubblicazione”.
Alla presentazione dei 30 progetti quest’oggi anche il rettore dell’Università degli studi di Bari, Corrado Petrocelli che ha sottolineato l’importanza dell’elemento della trasparenza che “deve essere utilizzata sempre di più”.