Il 16 aprile, alle ore 17, presso il Multisala Massimo di Lecce  viene presentato come Evento Speciale fuori concorso della 12esima edizione del Festival Del Cinema Europeo di Lecce, il film Via Appia di Paolo De Falco

Una favola politica sul tema dell’identità dove “le macerie”  divengono l’alba di una nuova era. 

Via Appia, del regista Paolo De Falco è un film girato lungo il percorso dell’antica strada consolare romana che da Brindisi giunge a Roma.
Tre i protagonisti: Antonio Pascale, noto scrittore, che riflette ossessivamente sul Paese e su se stesso, Giacomo De Stefano, navigatore mistico e solitario e Bruno Ostuni, ferroviere amante dei cavalli che condivide questa passione con i suoi quattro figli.

Tre storie che si incrociano idealmente lungo uno stesso percorso: la Via Appia, raccontata non solo come tragitto geografico, nonostante tutto ancora possibile, ma soprattutto come luogo metaforico di riappropriazione di sé attraverso la riscoperta della natura più selvaggia.
Itinerari fuori dall’ordinario, sconosciuti, onirici e metafisici. Il viaggio come abbandono, scambio e scoperta.

E’ il caso di Cairano, piccolo paese dell’Irpinia Orientale, dove periodicamente si radunano alcuni protagonisti del panorama culturale e artistico dell’Italia meridionale con l’intento di creare una Comunità Provvisoria capace di abitare creativamente il sud.
O come il CIRA di Capua, Centro italiano di Ricerche Aerospaziali, luogo di “meraviglie scientifiche”.

Numerosi i temi trattati dal film: la salvaguardia del territorio e del paesaggio; la critica alla cultura e alla promozione del ‘prodotto tipico’ che tale è solo all’apparenza; il ‘peso’ del patrimonio artistico del nostro Paese quando non riesce a trasformarsi in ricchezza; la funzione civile dello scrittore che si rivela più nella capacità di  interrogare se stesso con profondità che nella sua azione di denuncia; la resistenza della Comunità Provvisoria al progetto dello Stato di trasformare in discarica la piana irpina del Formicoso; il dubbio continuo se restare al sud (o più in generale in Italia) oppure partire; la ricerca spirituale che diventa abbandono ancestrale, selvaggio alla natura; il rapporto padri-figli.

Un film dunque mistico e politico, che supera la distinzione tra cinema documentario e di fiction e che ci immerge in un tempo arcaico spettacolare. 

Prodotto da Film Grad con il contributo del Comune di Roma, della Provincia di Caserta, della Teca del Mediterraneo del Consiglio Regionale della Puglia, dell’Apulia Film Commission e dell’Assessorato alla Solidarieta della Regione Puglia, Via Appia ha già partecipato  alle ultime edizioni del Torino Film Festival (in concorso) e del Bif&st di Bari (fuori concorso).

Il film rientra nel progetto dell’Archivio liquido dell’Identità.
Un Archivio mobile che vuole essere un motore capace di creare progetti che riescano ad indagare nell’identità sia delle persone che dei luoghi, innescando processi di osservazione e di narrazione complessi e fuori dagli schemi.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

tre × cinque =