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Il primo lavoro di Massimiliano ‘Maci’ Verdesca, prodotto dall’ApneaFilm e intitolato “W Zappatore” verrà presentato questa sera nell’ambito della dodicesima edizione del Festival del Cinema Europeo.

 

La pellicola, girata interamente nel Salento racconta le vicissitudini del chitarrista di una band metal che, suo malgrado, riceverà il dono delle stimmate.
“W Zappatore” è la storia di un viaggio attraverso due mondi apparentemente incompatibili, quello del Rock’n Roll e della fede.
Protagonista del film, che si preannuncia già un cult, sarà Marcello Zappatore, chitarrista di indiscussa fama.

Abbiamo incontrato Marcello Zappatore e scambiato quattro chiacchiere con lui in occasione della presentazione di W ZAPPATORE tenutasi presso il caffè Barocco a Lecce:

Ciao Marcello, cosa dobbiamo aspettarci da questa prima di W ZAPPATORE?

Dobbiamo sicuramente aspettarci un grande afflusso di pubblico, il che ci fa enorme piacere. I biglietti sono andati esauriti appena comparsi al botteghino, e questo è chiaro segnale di una grande attesa creatasi attorno a questo lungometraggio, grazie anche al passaparola innescatosi tramite internet e all’indubbio valore del trailer di presentazione.

Durante la conferenza stampa sei apparso piuttosto rilassato, non sei emozionato neppure un po’ per il tuo esordio sul grande schermo?

Non sono emozionato o teso, in quanto sono abituato all’adrenalina relativa a qualcosa che devo realmente ‘fare’ sul momento, come ad esempio affrontare un concerto o una registrazione importanti, ma in questo caso il mio lavoro è stato già svolto, il film è già girato, la colonna sonora (da me composta e registrata) è già pronta e inclusa nel lungometraggio, per cui il mio compito è già stato adempiuto, ora si tratta solo di raccogliere i frutti. E’ naturale che io sia molto felice di vedersi concretizzare una attività creativa durata in realtà sette anni, dal momento che il primo lavoro svolto da me e il regista Massimiliano Verdesca risale al 2002

Ti sei confrontato con attori professionisti, quali Sandra Milo e Monica Nappo. Come hai affrontato questa sfida? Hai improvvisato completamente oppure hai studiato con la tua parte nel film? Quanto c’è d’improvvisato nella pellicola?

Non c’è niente di improvvisato, ho interpretato fedelmente la sceneggiatura confezionata ad arte da Massimiliano Verdesca ed Emiliano Ereddia, anche se mi è riuscito molto semplice ed agevole, considerando che è stata praticamente scritta su di me, ed io ho dovuto recitare la parte di me stesso, di Marcello Zappatore, o meglio la parte del Marcello Zappatore visto da Massimiliano Verdesca

Quali sono i tuoi progetti per  il futuro? Sei conosciuto come chitarrista di talento, ma dovessero proporti ancora una volta di fare cinema lo rifaresti?

Ho già inciso e ultimato un nuovo disco solista (il precedente, ‘LA CILIEGINA SULLA PORTA’, è del 2009), e spero di trovare, magari con la complicità dell’uscita del film, una etichetta discografica e una distribuzione che possano farlo uscire degnamente e con tutti i crismi. Non sono capace di recitare, dunque dubito che qualcun altro sarà così folle da volermi coinvolgere in progetti cinematografici, ma sono pronto a tutto, e ben volentieri mi presterei a recitare, cantare, suonare, ballare, o dipingere steccati

Qual è il tuo ricordo più bello legato a questa avventura?

Il ricordo più bello riguarda il clima di amicizia, fratellanza e solidarietà che c’era sul set; eravamo, senza retorica facile, una grande famiglia, tutti sullo stesso piano, e tutti in pieno credevamo nella causa di ‘W ZAPPATORE’, e solo grazie a questo immensa convinzione collettiva il lungometraggio, fra le molteplici difficoltà date dalla produzione indipendente con budget non certo hollywoodiano, è giunto a una felice conclusione

Ti ringraziamo, in bocca al lupo per questa sera!

 

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