Pur di diventare l’amante di sua figlia, era arrivato ad offrirle 5mila euro per un rapporto sessuale. Questo, uno dei tanti tentativi di incesto raccontati dalla vittima, una 31enne, che ha accusato il padre, un 62enne di Matino, di averla tartassata, per anni, con sms e telefonate dal contenuto scottante.

Una vera persecuzione per la donna, continuata anche dopo il suo trasferimento a Cecina, nel livornese, dove vive con la madre, separatasi dal padre.

La storia, approdata in un’aula di tribunale, è giunta alle fasi finali: il prossimo 12 ottobre, verrà emessa la sentenza.

Per il 62enne, tuttavia, non si tratta del primo processo: nel 2001, infatti, patteggiò la pena per essersi masturbato davanti alla figlia, alla data dei fatti poco più che adolescente. Adesso, invece, l’accusa è di stalking.

L’uomo avrebbe in ogni modo, sempre secondo il racconto della donna, cercato di trasformare la ragazzina in amante, raccontandole i momenti intimi che trascorreva con la madre e con le altre donne. Uno squallido tentativo di eccitarla che, invece, sortiva l’effetto contrario. La vittima, infatti, come avrebbero accertato i periti incaricati dalla Procura, avrebbe manifestato un profondo stato d’ansia, instabilità emotiva, continui cali di umore e grosse difficoltà a relazionarsi con gli altri. E ancora nevrosi, disgusto e rabbia. Rabbia che scemava quando il trauma veniva assorbito, ma che si ripresentava ogni qualvolta padre e figlia si rimettevano in contatto e l’uomo riprendeva con le avances; l’ultima volta nel marzo 2003, quando la ragazza gli aveva comunicato la morte della nonna.

La versione della vittima, tuttavia, contrasterebbe con quella dell’imputato, difeso dall’avvocato Sergio Santese. L’uomo, infatti, avrebbe riferito che la figlia lo avrebbe contattato soltanto per ottenere somme di denaro. Resta da attendere soltanto la decisione del giudice.

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