La chiusura del campionato prevedeva scontri che per il Lecce sarebbero stati particolarmente insidiosi, tali erano, infatti, da considerare  le partite con il Napoli, il Bari e la Lazio. Invece queste mine sono state abilmente disinnescate…

Se è vero che all’inizio del campionato si sono nutriti dubbi circa la permanenza del Lecce nella massima categoria, è altrettanto vero che, strada facendo, si sono individuate molte possibilità di salvezza. Del resto alcuni incontri, specie contro le grandi, hanno alimentato questo cauto ottimismo. A parte i soliti beneamati tifosi a prescindere, cui è doveroso rendere il giusto omaggio alla fiducia e alla fede mostrata, laddove si è cercato di dare un giudizio sulle prestazioni, quasi sempre ci si è scontrati con il Lecce bifronte, forte e spavaldo con le titolate, timido ed impacciato con le pari grado al punto da far affiorare sempre il dilemma:” ma il Lecce c’è o ci fa? Si salverà o non si salverà?”
Non mi si venga a dire che opinionisti, giornalisti dei mass media l’avevano previsto, perché anche loro, che influenzano l’opinione pubblica, si sono sempre mantenuti sul vago non avendo, come gli altri, elementi che fornissero granitiche certezze. Oggi, a miracolo avvenuto, è molto facile dire di averlo previsto con grande lungimiranza; sappiamo, però che non è proprio così. Personalmente mi sono sempre ritrovato su questa linea di ragionevole dubbio anche se, debbo confessarlo, qualche certezza mi è venuta quando ho cominciato a leggere le interviste rilasciate dai grandi del calcio (Rivera, Zoff, Dossena, Gentile e qualche altro), non certo di parte, che affermavano contro ogni ragionevole dubbio di come il Lecce avesse tutte le carte in regola per salvarsi, anzi che questa operazione sarebbe senza dubbio riuscita. Allora ho pensato che se veramente alcuni grandi del calcio si esprimevano con questa unanimità, certamente bisognava dare loro credito e crederci veramente.
Detto e fatto, ma ecco che, improvvisamente, il Lecce, dopo la splendida partita con l’Udinese, va ad incepparsi a Genova e con il Chievo rimettendo tutto sul tappeto. Ma lo scatto d’orgoglio contro il Napoli e l’accorta ed importante vittoria con il Bari, hanno vanificato i dubbi consentendo alla squadra di salvarsi prima della fine del campionato rendendo inutile l’ultima, difficile partita con la Lazio. Non ci interessa che la Lazio abbia ancora le “motivazioni” perché, per quanto possa sembrare strano, queste le avrà pure il Lecce che non potrà smentirsi contro gli squadroni ed andrà oltre i 41 punti accertati.
E’ doveroso fare i ringraziamenti agli autori di questo sofferto successo; al giovane presidente ed al suo staff dirigenziale che sono riusciti  a tenere i conti in regola e la squadra nella massima serie; al tecnico De Canio ed al suo staff tecnico (Rizzo, Lorieri ecc) che hanno saputo tenere sempre sulla corda i calciatori tenendoli, peraltro in ottima forma fisica fino alla fine; in ultimo ai veri artefici di questo successo, i calciatori che si sono sempre comportati con grande professionalità, facendo i giusti sacrifici per il bene comune. Un grazie a quei “fedelissimi” che hanno avuto fede perché hanno sostenuto sempre e comunque la squadra. Infine il mio particolare ringraziamento a quei lettori che hanno avuto la bontà e la pazienza di leggermi settimanalmente promettendo, purtroppo per loro, che, a Dio piacendo, mi ritroveranno anche nella prossima stagione.

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