Era il 14 aprile quando il l’amministrazione comunale di Lecce annuncio’ una rivoluzione per la distribuzione di materiale pubblicitario in citta’. Via le vecchie cassette aperte, che sarebbero divenute tutte fuori legge, per sostituirle con quelle classiche con tanto di sanzione

(fino a € 500) per chi non s’adeguava entro un mese. Si trattava, secondo l’assessore Garrisi, di una delle misure utili a combattere la sporcizia dilagante. Le cassette aperte, si leggeva nell’ordinanza “ consentono la visione ed il prelievo occasionale anche a passanti i quali, una volta letti, spesso li gettano per strada producendo rifiuti”. Passato un mese tutto resta uguale. Che si fa allora? Nel piu’ classico modo che caratterizza l’italico costume si concede una proroga. A ben vedere piu’ che una proroga si tratta di un vero e proprio dietrofront. Per la nuova ordinanza, infatti, la maggior parte delle cassette postali attualmente installate sono da considerarsi regolari. Sempre nell’ordinanza, adesso, si legge che “nella parte superiore saranno aperte ma dovranno avere una struttura tipo “tettoia”che disincentivi l’asporto di quanto in esse contenuto da parte di terzi”. Evidentemente in un mese l’amministrazione ha notato una maggiore educazione dei cittadini seppure i presupposti dell’ordinanza restino gli stessi. Il tutto, come al solito, in barba ai cittadini rispettosi della legge che, a ragion veduta, si sono adeguati senza dovere. Ci aspettiamo che l’amministrazione spieghi alla cittadinanza le ragioni di quest’improvviso cambio di posizione.

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