Vignetta Massimo Donateo“allo specchio”: guardarsi allo specchio non per compiacerci come Narciso, ma per conoscerci  osservandoci; per ipotizzare motivi alla base dei comportamenti e delle modalità con cui ci poniamo in relazione con gli altri, con noi stessi, con gli oggetti; per comprendere il senso di alcuni modi di dire, di gesti e mimiche che esprimiamo, di posture che assumiamo.

Sulla creatività non si finirebbe mai di parlare

Gauss a sei anni è già un matematico! Vede dentro al problema che il maestro pone alla classe. Si tratta di operare una serie di addizioni: 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10 e lui scopre una struttura: cinque coppie di numeri che sommati danno sempre 11. 1+10; 2+9; 3+8; 4+7; 5+6. E arriva a dire 55 in pochi secondi!
Se si pensa all’atto creativo viene in mente che l’individuo che crea, intuisce il problema, lo imposta in modo diverso e in modo diverso lo risolve; oppure inventa qualcosa di nuovo; o immagina una realtà, esistente o non.
Intuire è arrivare alla soluzione senza fare uso dell’algoritmo usuale, cioè di quella sequenza logica di operazioni che porterebbe alla soluzione. Si può arrivare alla soluzione scoprendo un modo diverso di vedere il problema (intuire: vedere dentro) e impostando nella nuova ottica un nuovo algoritmo. Come Gauss.
Inventare significa trovare qualcosa di nuovo; la produzione di idee originali è tipica dell’atto creativo. L’individuo che, in qualunque campo, esprime capacità creative è un innovatore: può rinnovare uno stile, può scoprire in un oggetto una nuova funzione, può trovare tecniche e metodi per soluzioni diverse, può scoprire leggi e principi. Cade una mela e Newton trova una legge.
Immaginare è la raffigurazione mentale di qualcosa che è al di fuori dell’esperienza e che può essere possibile o impossibile. Io posso immaginare cosa dirà il dirigente che non conosco all’impiegato ritardatario; e Calvino può immaginare il suo cavaliere inesistente. L’immaginazione parte sempre da dati reali: il dirigente, le frasi che può dire, l’armatura vuota, il cavaliere, e implica necessariamente che si vada oltre le informazioni che si posseggono.

Mi è stato chiesto di parlare di creatività. In passato ho dedicato tempo ed energia a studiarla. Questo breve articolo potrebbe essere l’inizio perché sulla creatività non finirei mai di parlare. Ci ritornerò ogni tanto.
Cosa s’intende comunemente quando ci si esprime con frasi quali: mio figlio ha molta creatività; quel ragazzo è creativo; quella persona ha eccezionali capacità creative?
Quando il genitore parla del figlio, per spiegare che ha molta creatività dice che ha fantasia, che riesce a divertirsi con niente, che ha sempre qualcosa da fare e deve fare sempre come dice lui. L’insegnante, a proposito di un alunno creativo, dice che è estroso, originale, dà risposte inattese e convincenti; che è discontinuo: a volte partecipa attivamente, a volte si distrae con facilità. Di un amico adulto diciamo che è intelligente, non si scoraggia di fronte alle situazioni difficili, trova molte soluzioni; che è instancabile e pieno di interessi.
Dunque tante definizioni, tante parole: alcune sinonimi della parola creatività, altre che pongono l’accento su particolari aspetti della creatività. Tutte contribuiscono a chiarirci il concetto. Ad ampliarlo. Dagli esempi risulta che la creatività investe tutta la personalità dell’individuo. Non solo la sfera intellettiva, anche quella affettiva: non si scoraggia, pieno di interessi, deve fare come dice lui, discontinuo in quanto si distrae facilmente, si annoia.

Le indagini sulla personalità creativa sottolineano che l’individuo creativo sviluppa nuovi interessi, adattandosi e adattando ciò che fa alle sue esigenze.
Quando si raccomanda a chi è responsabile di un gruppo di lavoro di non affidare compiti ripetitivi a individui molto creativi, si intende proprio sottolineare che l’individuo creativo, per adattare il compito alle sue esigenze, tenta di modificare la sequenza operativa già definita e convalidata con conseguenti danni alla produzione: egli è portato a rendere  problematico ciò che non lo è… è il limite del creativo!

 

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