Aggiornato alle sedute del Consiglio regionale del 19 e 20 maggio prossimi il proseguo dell’esame sul disegno di legge sulla “Istituzione dell’Autorità idrica pugliese”. E’ quanto ha deciso oggi il Consiglio regionale che ha accolto l’invito espresso dall’opposizione di rinvio dell’esame del provvedimento

in questione, a seguito dall’approvazione da parte del Governo nella settimana scorsa del decreto legge sullo sviluppo che prevede, tra l’altro, la istituzione dell’Agenzia nazionale sulle risorse idriche. Dopo una sospensione dei lavori in cui si è consultato con la sua maggioranza, il Presidente Vendola ha accolto la richiesta di rinvio in modo da dare la possibilità ai consiglieri regionali di approfondire adeguatamente i contenuti del decreto governativo e ha espresso l’auspicio che il Consiglio regionale venga messo nel proseguo nelle condizioni di poter lavorare in maniera adeguata. Il coordinatore del PdL, Rocco Palese, ha dato atto del rispetto istituzionale e politico dimostrato dal Presidente Vendola e ha ribadito la disponibilità dell’opposizione a che l’assemblea legislativa sia posta nelle condizioni di garantire il diritto-dovere di governare e ha citato, al riguardo, l’esempio del bilancio di previsione 2011 approvato nel corso di un solo giorno alla fine del dicembre scorso, in virtù del lavoro preliminare svolto nelle commissioni consiliari.
Il consiglio ha approvato, prima della chiusura, due proposte di legge relative rispettivamente alla modifica delle circoscrizioni territoriali dei Comuni di Lecce, Trepuzzi e Squinzano e alla modifica di una legge regionale precedente (n. 28/1988) al fine di apporre sui loghi regionali un sesto anello in rappresentanza del Provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT).
La prima p.d.l. prevede l’aggregazione dei territori del Comune di Lecce ai Comuni di Squinzano e Trepuzzi e viceversa la cessione territoriale in compensazione da parte di questi ultimi al comune capoluogo. L’approvazione di questo provvedimento consente di sottoporre a referendum la p.d.l. il 12 e 13 giugno, date in cui avranno luogo gli altri referendum nazionali sul nucleare, l’acqua pubblica, etc. Questo consentirà di perseguire un grosso risparmio di spesa.

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