PAN PER FOCACCIA ! Solo che il pane del Lecce, questa volta, è di quel tipo che rassomiglia molto ad una torta con mille candeline. Due a zero e che ognuno segua la propria strada: il Bari verso il purgatorio della “B”, il Lecce ancora nel paradiso della “A”.

Certo che andare a festeggiare la salvezza proprio in casa dei cugini rappresenta una gioia davvero immensa; voglio dire che fare festa, e che festa, in casa degli eterni rivali nega il gusto di trovare gli aggettivi adeguati. Ciascuno trovi i suoi!
Inizio delle ostilità a spron battuto, siamo alla partita, con i giallorossi che per primi pungono per due o tre volte indirizzando scariche elettriche lungo la schiena di Gillet; la squadra si muove a pieni giri costringendo i “galletti” al ripiegamento cautelativo; è un Lecce dalle idee chiare con palese capacità di applicarle salvo qualche errore di misura nell’appoggio finale. Se il gol stenta ad arrivare è proprio perchè l’ultimo passaggio è quasi sempre “peloso”.
Occasione per i biancorossi  al 27°: sul lungo taglio da sinistra huseklepp  è puntuale sul secondo palo; puntuale ma scoordinato ed impreciso, sfiora il palo ad un solo metro da Rosati accompagnando la palla oltre il fondo. Esce Romero, acciaccato, al suo posto quel peperino di Alvarez, Munari sostituisce Bertolacci.
Nell’ultimo quarto d’ora la spinta giallorossa si attenua per cui il Bari prende coraggio e organizza una parvenza di offensiva. Si rompe Olivera ed esce in barella; allora Brivio, che lo sostituisce, va a fare l’est erno costringendo Mesbah ad avanzare il proprio raggio d’azione: cambio obbligato e deciso secondo logica. La prima frazione si conclude con un sinistro missilistico di Mesbah dalla media distanza, ottimo Gillet, e con un colpo di testa di Jedà meritevole di miglior sorte.
Giunge anche la notizia che Miccoli sta affondando la Samp e dunque gli spalti giallorossi sono in festa. Alla fine del tempo il Lecce è saldamente in serie “A”! Ma il pareggio della Samp proprio in avvio di ripresa non consente al Lecce , ammesso che ne abbia l’intenzione, di giocare a presidio dello zero a zero e dunque è necessario riprovarci. Minuto numero 7: calcio d’angolo dalla bandierina di sinistra, Jeda è in agguato a centro area parzialmente ignorato e pertanto libero di colpire di testa a botta sicura. E’ l’uno a zero che riconsegna al lecce la massima serie. Il Bari reclama un calcio di rigore per un “mani” di Gustavo in mischia; Morganti dice no alle vibranti proteste di Donati. Ma il Bari ora spinge costringendo i giallorossi ad un atteggiamento più cauto, si gioca per lunghi tratti in una sola metà campo, si moltiplicano i falli di gioco; il Lecce ha corso molto, avverte la necessità di riprendere fiato e nel frattempo scopre di avere a disposizione un nuovo terzino:Jeda! Va bene così; la serie “A” vale qualunque trasformismo o artifizio. Dalla nord biancorossa piovono petardi che costringono Morganti a sospendere il gioco per qualche minuto, la qual cosa non scoraggia affatto i “bombaroli”.
32° : Jeda pesca Di Michele con una parabola precisa; sarebbe un gol da favola perchè “re david” spara un sinistro perfetto, di collo pieno, al volo;Gillet si supera e annulla. Trascorre un solo minuto ed ancora Jeda organizza un diagonale di destro destinato, quasi certamente, a fondo campo, ma Masiello lo corregge in rete fotografando così, in un certo qual modo, l’intero campionato del Bari.
Partita chiusa, serie “A” blindata dal nuovo vantaggio del Palermo: La torta è servita; si aspetta solo il triplice fischio per stappare un “TIR” di spumante, nel frattempo gavettoni a pioggia!

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