Il modello-Lecce sbarca con successo alla prima edizione della Biennale dello Spazio Pubblico, promossa dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, svoltasi a Roma dal 12 al 14 maggio scorsi.  L’assessorato all’Urbanistica del Comune di Lecce ha offerto il proprio significativo contributo illustrando il percorso

amministrativo che ha accompagnato il Recupero Ambientale dell’Aera Urbana ex cave di Marco Vito: area a verde attrezzato “primo stralcio della rete ecologica relativa al quartiere Leuca”  e del progetto “BHC –Building Healthy Communities – Costruzione di Comunità Salutari”.
Due progetti portati ad esempio come  rigenerazione delle periferie urbane. “Un tasto – come sottolinea l’assessore all’Urbanistica Severo Martini – sul quale da tempo sta battendo con forza l’Amministrazione Comunale per sviluppare aree degradate , ridare loro una nuova connotazione urbanistica e, soprattutto, un nuovo respiro sociale. L’obiettivo è quello di migliorare  la qualità della vita degli abitanti ‘aprendo’ i quartieri degradati al resto della città e alla promozione della coesione sociale”.
I processi di riqualificazione degli spazi pubblici, influendo sulla qualità della vita degli abitanti, sul loro senso di appartenenza ai luoghi e di sicurezza, possono, infatti, costituire un fattore decisivo nella riduzione delle disparità tra quartieri ricchi e poveri, contribuendo a promuovere la coesione sociale. In questo senso i progetti presentati dagli architetti del Comune di Lecce (Benedetta Marangio, Emanuela Marulli e Tiziana Marra (in rappresentanza dell’architetto Luigi Maniglio)  hanno colto nel segno ricevendo apprezzamenti da colleghi e addetti ai lavori che hanno preso parte alla Biennale, un evento che non è isolato e che va ben al di là dell’aspetto squisitamente culturale per porsi come punto di riferimento e confronto tra le forze sociali e produttive di una città
Ma vediamo in dettaglio qual è il percorso che ha caratterizzato i progetti del Comune di Lecce presentati dalla delegazione di professionisti leccesi.

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