Manifestanti Ugl - OsapSi sono ritrovati di fronte al cancello d’ingresso della casa circondariale di Borgo San Nicola, gli agenti di polizia penitenziaria aderenti alle sigle sindacali Ugl e Osap, per manifestare contro carenze e inefficienze che da tempo caratterizzano il carcere di Lecce ma che sono diventate ormai incompatibili con il servizio prestato dagli agenti

Lamentano soprattutto la carenza di condizioni igienico-sanitarie della postazione di lavoro, incluse le celle frequentate quotidianamente dagli agenti per le rituali perquisizioni e i controlli. La struttura, inaugurata nel 1997 non é mai stata sottoposta a manutenzione ordinaria, ha spiegato Pasquale Alessano, segretario provinciale Osap, la pulizia dei padiglioni é affidata ai detenuti stessi, regolarmente retribuiti, ma con i tagli finanziari hanno dovuto ridurre l’orario di lavoro passando da 6 a 2 ore e mezza, trascurando chiaramente buona parte degli spazi della struttura. Non é mai stata avviata la meccanizzazione dei comparti, ha raccontato Giampiero Pantaleo, vice segretario nazionale Ugl per la polizia penitenziaria, “cosí almeno avremmo potuto sopperire alla carenza di organico, venuto meno negli anni di quasi duecento unità”. La manifestazione non riguardava problemi ormai noti come il sovraffollamento ma poneva l’attenzione su quello che non si è fatto in 15 anni.

Dalla tinteggiatura delle pareti ai controlli degli impianti, addirittura alle infiltrazioni d’acqua con le quali convivono personale e detenuti. Le attuali condizioni della struttura, secondo i manifestanti, vìolano le norme dettate dalla legge 626 sulla sicurezza dei posti di lavoro. Anche le proposte degli agenti per migliorare la situazione lavorativa sono state disattese. Da tempo, infatti, l’organico aveva richiesto la copertura dei parcheggi ad esso adibiti e del percorso pedonale fino all’ingresso dei padiglioni per evitare le conseguenze degli agenti atmosferici. “Perché le nostre richieste risultassero concrete, ha spiegato Pantaleo, avevamo proposto la copertura con pannelli fotovoltaici utili alla struttura e finanziabili con gli incentivi regionali, ma anche questo non ha avuto risvolti positivi”.

“L’inapplicabilità delle nostre richieste non può avere un risvolto economico, ha chiosato Luigi Pellè, segretario regionale Ugl Polizia penitenziaria, dal momento che la stessa direzione aveva suggerito l’utilizzo della “cassa delle ammende” per far fronte alle spese necessarie”. Si tratta di un fondo dove confluiscono proventi statali utilizzabili per il recupero sociale dei detenuti. Organizzare dei corsi interni professionalizzanti espletando la pratica per le necessità della struttura, sarebbe la soluzione ai tanti problemi. Ma il suggerimento no ha avuto un seguito ha spiegato Pantaleo, e la struttura diventa di anno in anno più fatiscente, “compromettendo la serenità dello svolgimento del nostro lavoro e spesso, sottoponendoci a piccole inosservanze del regolamento interno per la mediazione ai disagi dei detenuti”. Gli stessi si sono già rivolti alla Corte di Strasburgo per la tutela ai diritti umanitari lamentando l’invivibilità del sovraffollamento. A Borgo San Nicola le celle di 9 metri quadri ospitano 3 persone. “Non riceviamo risposte da parte del direttore Anna Rosaria Piccinni, hanno lamentato i manifestanti, la stessa aveva annunciato lo scorso settembre di lasciare la conduzione della struttura per incarichi più alti. Le auguriamo la realizzazione delle sue aspettative e l’arrivo di un sostituto in grado di far fronte alla difficile situazione vigente a Borgo San Nicola”

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