Piazza Salandra in uno scroscio di onde in tempesta ribolle di eccitazione. Lo spettacolo a volo d’uccello è incredibile. Una marea umana,  tumultuosa ed eccitata, come non s’era forse mai vista a Nardò.

La gente è  in estasi. La vista si perde nello sconfinato assembramento di corpi e volti, per poi correre su, fin sull’alto pinnacolo della guglia dell’Immacolata. L’udito è preso da quel vociare ritmico,quasi atavico e tribale, d’altri tempi.  In una foresta di braccia alzate, sotto un vociare ritmico e incalzante, si erge il grande mattatore della serata. L’uomo che ha richiamato in una volta sola più di 5000 persone nel centro storico cittadino, e scusate se è poco: Beppe Grillo!

Alfredo Ronzino ci ha visto giusto, non c’è che dire. In moltissimi erano previsti mercoledì sera, attirati dal comico sveglia coscienze italiano d’eccellenza. Le aspettative sono state tuttavia disattese. La piazza non era semplicemente piena. Era gremita, ricolma, gonfia ed entusiasta.

Sono passate da poco le 21:30. Il PDL e la coalizione del centro destra ha appena finito di sponsorizzare la candidatura di Antonella Bruno, con il ministro della giustizia Alfano ospite di eccezione. La destra neretina ha forse tirato un piccolo sgarbo al Movimento Cinque Stelle,  mettendo subito prima di Grillo un alto esponente del Governo come Alfano.
Il Ministro ed il grillo parlante sono un po’ come la tesi e l’antitesi della serata.
La manifestazione del PDL scorre liscia come l’olio, benchè i presupposti per screzi e contestazioni tra le diverse parti c’erano tutte. Più di trecento simpatizzanti della Bruno, bandiere alla mano, seguono l’esaurirsi dello spot elettorale. Al termine, si lascia il posto agli antagonisti. Molti destrorsi, incuriositi, restano per Grillo. Alcuni vanno a casa.

Fu così che nella mezzoretta trascorsa tra la fine dell’incontro della coalizione della Bruno e l’inizio di quello del Movimento Cinque Stelle, la piazza si popolò di migliaia di anime, come dal nulla.

Ronzino è trepidante, si stacca dal palco e si avvicina solo soletto alla Cattedrale, ove è previsto l’arrivo del comico genovese. Grillo arriva scortato da alcune pantere della polizia, in un vecchio e sgangherato camper bianco. Scende, saluta Alfredino, scherzandoci subito su: “Sei tu il mio candidato sindaco? Si vede che non avevamo di meglio!”. L’ironia è alla base della serata.

Pochi passi e si arriva in piazza, quindi sul palco. L’urlo di gioia della folla sale fino alle stelle. Beppe è entusiasta: “Ragazzi, siete tantissimi! Qui sta finalmente succedendo qualcosa,la gente si sta svegliando!”
Subito critico verso i giornalisti: “Mi boicottano i comizi, danno le date sbagliate. Un fotografo dell’ANSA mi ha fatto una foto dal basso come se parlassi da solo!”
Poi, ovviamente, non c’è Beppe Grillo senza paroline soavi, che iniziano a scaldare la piazza: “Noi stiamo sui coglioni ai giornalisti ed ai politici, ma ci ama la gente!” .
L’elogio al Salento, che sembra aver conquistato il cuore del genovese: “Vivete in una terra straordinaria, avete il 90% per cui vale la pena vivere: il cibo, l’agricoltura, il mare, il sole”.

Quindi subito a parlare di politica.
Si sottolinea subito l’eccellenza di Ronzino e del suo gruppo, che in maniera limpida non sborsano quasi un euro per fare la campagna elettorale, alla faccia degli sprechi: “millecinquecento euro in tutto”, dichiara Ronzino, interrogato da Grillo.
A suo dire è l’inizio di una rivoluzione morbida, che parte dal basso, dai cittadini, fin dentro ai palazzi della politica, che devono essere aperti e popolati dalla gente della città. I partiti sono ormai cosa superata, che anzi rovinano il meccanismo amministrativo e  alimentano la corruzione, il clientelismo, la collusione: “A Nardò ci sono quindici liste. La capite la presa per il culo? I tre quarti sono finte, servono per togliere voti agli altri”.
Il riccioluto mattatore prosegue la sua invettiva. Il cittadino dovrebbe riprendersi il suo posto, al centro delle amministrazioni locali, esattamente come il Movimento Cinque Stelle, lista apartitica, tenta di fare.
Parla dei referendum, stumento essenziale per esprimere il volere del popolo. Anche questi vengono delegittimati e distrutti, come l’ultimo sul nucleare, appena eliminato, o il referendum promosso dal Movimento sull’eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti. “Ci hanno fregato di nuovo, hanno cambiato la definizione. Invece di finanziamenti gli hanno chiamati rimborsi e si sono divisi un miliardo di euro dei nostri soldi. Non ho mai visto un parlamentare che rifiuta i finanziamenti in favore della ricerca, della scuola, della sanità”.

Secondo Grillo è una vera è propria guerra. I cittadini contro la classe politica ladrona e approfittatrice.
Ma il vero succo del suo discorso non è il semplice lamentarsi e parlare dei problemi politici. La sua mentalità è lontana sia dal vecchietto che incrociandolo ha sibilato con stanchezza “tanto non c’è più niente da fare”, sia dall’entusiasta del “vai Grillo, spacca tutto! Però io aspetto un qui a vedere come va”.
E’ solo mettendosi in gioco e rischiando in prima persona che si ottiene qualcosa. Ci si deve giocare qualcosa di personale per cambiare le cose, ognuno nel suo piccolo. E’ questo il senso della sua rivoluzione dal basso. Cittadini o sudditi. Democrazia o partitocrazia.

Grillo va a ruota libera. Dispensa mazzate a tutti. A destra ed a sinistra. Quest’ultima colpevole di essere nient’altro che l’altra faccia della stessa medaglia della destra, che ricevendo  la proposta da parte dei grillini di togliere finalmente di mezzo i pregiudicati dal Parlamento (ancora ben 90), ha semplicemente voltato le spalle e fatto orecchie da mercante.
Ne ha per i politici da “delega eterna” che risiedono ormai in pianta stabile nelle Camere, che hanno messo le radici, o se volete si sono avvinghiati agli scranni con i tentacoli delle piovre.

Scuote le coscienze dei giovani italiani, a cui è stata tolta ogni speranza di riscatto, ogni visione di futuro, ogni possibilità. Gli accosta ai ragazzi della Libia e dell’Egitto, che con la sola forza della Rete hanno fatto una vera e propria rivoluzione sociale e politica. Incita al risveglio. Alla presa di coscienza delle proprie potenzialità. Bisogna ritrovare la forza di indignarsi, di parlare, di scrivere, di fare, di agire. Parla di mandare a casa il vecchiume, con il solito linguaggio colorito: “Il nostro futuro non può essere scritto da gente di settantaquattro anni, senza capelli, senza prostata, e con l’uccello che gli cade per terra”.
Cita Zuckerberg, il genio ventiquattrenne creatore di Facebook, o Bill Gates, che ha creato Windows anch’egli giovanissimo. Esempi eccellenti, anche se forse d’oltre oceano, dove ci sono sicuramente più possibilità di finanziamenti e ricettività imprenditoriale.

Svolta poi su di un discorso altrettanto sentito ed importantissimo, quello del voto di preferenza. Ricordiamo che l’attuale legge elettorale, definita dal suo stesso creatore, Calderoli, “una porcata”, non permette di far eleggere dai cittadini un singolo candidato in politica nazionale, ma consente solo il voto alla lista politica, che sceglierà poi a sua discrezione, e con metodi non certo limpidi e spessissimo clientelari.
“Se non c’è voto di preferenza non ci sono elezioni democratiche e costituzionali, i parlamentari non li eleggiamo noi, ma sei segretari di partito”.

Altro punto caldo: la ripetitività delle legislature dei presidenti di regione. Qui a cadere sotto la scure di Grillo è Formigoni, ben quattro volte Presidente della Lombardia, contro un limite massimo di due volte.
E perchè la sinistra non dice niente che “Forminchioni” è alla quarta legislatura? Perchè in Emilia Romagna c’è Errani che è alla terza. “La destra si fa i cazzi suoi in Lombardia e la sinistra in Emilia Romagna”.
E su Letizia Moratti è durissimo, parlando di cariche vendute: “Chiunque riesce a diventare sindaco comprandosi il seggio con dodici milioni di euro”.

Quindi la lotta in favore dell’ambiente e contro gli sprechi edilizi. “A Milano hanno appaltato centinaia di nuovi grattaceli, hanno centinaia di migliaia di metri quadri di appartamenti e uffici sfitti, adesso arriveranno anche a Nardò con le loro multinazionali a cementificare le vostre coste!”

Qui il Corriere Salentino si inserirà dopo con una domanda:
“Beppe, il governo ha recentemente approvato un decreto che privatizza di fatto le spiagge per novant’anni. Si rischierà di vedere l’abuso edilizio selvaggio anche sulle splendide coste neretine?”

“Sono solo novant’anni, è poco -risponde con tono ironico- Dovete capire che i comuni sono ormai S.p.a. con i sindaci amministratori delegati, che appaltano indebitando i cittadini e le generazioni future.”
Cita quindi il problema degli immigrati clandestini. Elogiando i cittadini salentini che da sempre hanno fatto molto in merito di prima accoglienza, attacca nuovamente i politici, che secondo lui speculano sui poveri disgraziati. La destra si serve degli immigrati per farsi pubblicità con la sua politica intransigente, la sinistra tenta di farsi vedere facendo la buonista. Tutti a sfruttare l’immagine dei nostri amici dell’altra sponda del Mediterraneo, che in realtà sono fondamentali per l’Italia, perchè svolgono ormai lavori denigrati e snobbati dagli italiani, che nessuno vuole più fare, ma vengono lasciati nel mare magnum delle mafie, che fanno il bello e il cattivo tempo dove la sana politica viene meno.

A proposito dell’altra sponda del Mediterraneo. “Abbiamo dichiarato guerra alla Libia, ma non ci ha avvertito nessuno! Hanno deciso tutto loro. Almeno Mussolini al tempo si è degnato di dichiarare guerra dall’alto del balcone di Piazza Venezia. Forse lui aveva più coerenza”.
Folgora quindi tutto il governo italiano, ed in particolare La Russa, che invece di bombardare la Libia dovrebbe bombardarsi il posteriore. Come anche Berlusconi, il giorno prima servile e amicone di Gheddafi, con parate e accordi finanziari privati, il giorno dopo nemico giurato, uomo dai missili facili, capo di Stato banderuola, inchinato dinanzi all’America.

Poi di nuovo critico verso i salentini, ancora per risvegliare la coscienza critica da troppo sopita: “E voi date la vostra terra a gente come la Marcegaglia, che si è alzata in piedi ad applaudire gli amministratori della Thyssen-Krupp?” Condannati in primo grado per omicidio colposo.

Il Movimento Cinque Stelle è invece trasparente, dichiara. I suoi esponenti ai governi cittadini si dovranno mettere in pubblica piazza ogni sei mesi, esponendo le cose fatte alla gente. La stessa gente deciderà se tenerli o mandarli a casa, come in una vera democrazia.
Un Movimento che approva e promuove e referendum propositivi, senza quorum, partiti dal basso. Per dare voce e potere decisionale a tutti.
Bilanci partecipati, niente delibere segrete. “Provate a mettere due di questi -urla guardando Ronzino e i suoi colleghi- nel Consiglio Comunale. Vedrete come vi fanno vedere qualsiasi cosa succede dentro. In tempo reale, tutto su internet, per interpretare gli inghippi e i giochini politici. Trasparenza per creare disinfestazione nel vostro comune”.

Ronzino è in visibilio, Grillo lo guarda entusiasta e lo invita a prendere la parola.
“Ragazzi, abbiamo una situazione terribile qui sotto. Cooperative di ragazzi sfruttati in qualunque settore, ad esempio quelli  che stanno per essere licenziati nella pista della Prototipo. Ci stanno mettendo un nuovo inceneritore a Soleto, la Colacem ci sta inquinando nuovamente con la sua diossina. Da dove iniziamo? Dal voto. Fare un voto ragionato e veramente nuovo, verso un Movimento di cittadini come voi, che lavorerà per voi, per cambiare finalmente il futuro di Nardò in meglio, lontano dalla partitocrazia che ha distrutto  il cuore e le menti della città”.
“Con la logica della legge elettorale del voto disgiunto io potrei arrivare al ballottaggio e tirare comunque fuori 14 consiglieri del Movimento,  che essendo di un unica lista creerebbero grande continuità di idee nel Consiglio Comunale”.

Il Corriere chiude quindi con le sue domande esclusive, un po’ provocatorie, appena piccanti:
“Alfredo, cosa ne pensi dell’idea della destra di invitare Alfano subito prima della tua festa con Beppe Grillo? E’ forse stata una cattiveria?”
Ronzino sembra tranquillo e non alimenta  il fuoco: “Non voglio pensar male, avranno sicuramente pianificato un tour elettorale”.
“Marcello Risi, candidato sindaco, ti ha detto che Nardò non ha bisogno di comici che fanno cabaret. Come rispondi?”
“E’ la voce dell’omologazione. Ma la realtà l’avete vista questa sera, la gente crede nelle verità che Grillo racconta, sono verità scomode e le televisioni non le diranno mai. Io sono già macchiato per le dure realtà che combatto: su alcuni manifesti elettorali hanno scritto sotto alla mia faccia “infame”. Perchè denuncio le ingiustizie, perchè sono un uomo libero”.