La Squadra Mobile della Questura di Lecce ha confiscato nei giorni scorsi altri beni immobili appartenenti a Giuseppe Calabrese, pregiudicato di 55 anni, già arrestato nel 2007 con l’accusa di favoreggiamento alla prostituzione, nell’ambito di un’operazione denominata “Passaparola 2”.

Calabrese all’epoca possedeva diversi appartamenti per un valore di 2 milioni di euro nei quali 60 cittadine straniere quasi tutte provenienti dall’America Latina, si prostituivano; l’operazione che nel 2007 aveva portato ad una prima confisca di 11 appartamenti, era scaturita da un’altra indagine avviata l’anno prima nel 2006 sempre riguardante lo sfruttamento della prostituzione e che aveva portato all’arresto di 6 persone, tra cui Fabrizio Elia, 52enne e proprietario anch’egli di molte abitazioni.

Dalle osservazioni dell’epoca era venuto fuori che le donne si prostituivano negli appartamenti con una cadenza di 15 giorni, secondo la regola del “passaparola” per non insospettire le forze di polizia. Calabrese metteva a disposizione i propri appartamenti – molti dei quali  si trovano nel centro storico leccese e nel quartiere San Pio – ricevendo dalle donne una specie di affitto che si aggirava tra i 150 e i 300 euro al mese. In questo modo le donne si scambiavano le abitazioni e continuavano a prostituirsi anche in altre parti d’Italia e Calabrese nel contempo si arricchiva con ingenti guadagni.

Durante i controlli per il sequestro, sono state individuate anche altre 3 donne straniere residenti a Venezia, sottoposte al foglio di via per il rimpatrio e anche una cittadina leccese, già nota alle forze dell’ordine.

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