”Avevo gia’ avvertito la societa’ da un mese e mezzo che non sarei rimasto a Lecce. E non vado via per ambizione, come e’ stato detto. A tutt’oggi non ho nessuna squadra, dal primo luglio saro’ un allenatore disoccupato e resto in attesa di chiamata”.

”Non lascio per ambizione ne’ voglio passare per ambizioso. La verita’ e’ che qui il progetto De Canio non si puo’ realizzare. Non e’ vero che ho chiesto giocatori da cinque milioni di euro, come Semeraro dice. Invece me ne staro’ a braccia conserte, dopo aver rinunciato ad un milione di euro lordi all’anno. Non c’e’ mai stata chiarezza sul mio ruolo visto che il patron (Giovanni Semeraro, ndr) mi aveva promesso quello di responsabile dell’area tecnica. Invece mi sono trovato a fare l’allenatore, un po’ il consulente di mercato ma, di fatto, senza mai decidere su nulla”.
”Ora, dal primo luglio saro’ un allenatore disoccupato – ribadisce – ma se mi cerca una squadra di B, con un progetto ben definito, sono pronto a sposarlo”. ‘
‘Domani festeggeremo una salvezza che e’ mia e della squadra”.
De Canio ha aggiunto di provare ”un dispiacere enorme” ad andar via. ”Dal punto di vista umano – ha raccontato – ho instaurato rapporti eccellenti, a partire da quello con il patron Giovanni. Vado via da una bella citta’ e da una bella realta’ calcistica che avrebbe tutte le potenzialita’ per crescere, ma come dico io. Forse sono capitato nel momento sbagliato, ma non voglio passare per quello che ha fatto rimettere al patron 13 milioni di euro. Se qualcuno lo pensa davvero, sono disposto a restituire tutto quello che ho preso sin dal primo giorno’.

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