Eugenio Musarò nasce a Tricase, compositore e cantautore salentino versatile e sensibile.  E’ uscito da pochi giorni il suo primo album “Dillo anche tu”, che non è in vendita ma si può scaricare gratuitamente dal sito dell’artista www.eugeniomusa.com, oppure chiederlo in omaggio presso le edicole di Tricase e dintorni.

Contiene diciotto brani, di cui solo cinque canzoni e per il  resto si tratta di una serie di pezzi strumentali composti e arrangiati interamente da Eugenio. Nel disco è contenuta anche la sua “Ave Maria”, selezionata e trasmessa tante volte da Radio Mater e Radio Maria a livello nazionale. Non poteva mancare infine la canzone dedicata a Tricase “Tricase che sogna” registrata a tre voci con Giuseppe Urso e Gaetano Cortese.

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

La musica è sempre stata una grande passione sin da piccolo.  Alcuni anni fa cominciai a studiare dapprima da autodidatta comprando dei libri che trattavano l’argomento e una chitarra classica. Per qualche anno non ho composto nulla, mi divertivo solo a suonare e cantare pezzi di altri artisti. Qualche anno fa ho deciso di perfezionarmi di più seguendo molte lezioni in privato con due maestri e studiando armonia e composizione nonché solfeggio parlato e cantato. Mi piace molto anche la storia della musica di cui possiedo molti libri che trattano l’argomento.

Cos’è la musica per te?

La musica è parte integrante della nostra vita e come dice una canzone di Ramazzotti “un mondo senza musica non si può neanche immaginare”. E’ una compagna di viaggio di cui non se ne può fare almeno, infatti, la musica, la trovi dappertutto, nei film, nella pubblicità, nelle opere teatrali, ecc. La musica è considerata da molti la regina di tutte le arti, perché nessun’altra arte per quanto importante sia, trasmette le stesse emozioni della musica. La forza della musica supera tutte le altre arti. La musica diverte, rilassa, ci fa compagnia, trasmette grandi emozioni e non tradisce mai.

Quali sono i tuoi ascolti abituali?Nel panorama musicale italiano e internazionale, chi riesce a catturare la tua attenzione?

Diciamo che io ho ascoltato di tutto. Sono cresciuto ascoltando i grandi cantautori italiani come Guccini, Battiato, De Andrè, De Gregori, Renato Zero e compositori contemporanei come Morricone e altri in misura minore.  Tra i grandi compositori classici del passato, mi piace soprattutto Beethoven. Da un po’ di tempo però, mi sono affezionato molto alla musica strumentale, come testimonia questo disco che è più un CD da compositore e arrangiatore, perché contiene appunto tredici pezzi strumentali e solo cinque canzoni. Non ho un artista preferito o un genere musicale preferito per ora. Quando mi piace un brano musicale, lo ascolto finché mi va e basta e non m’importa di quale genere musicale faccia parte. Sono contro il razzismo musicale tipico di alcuni ignoranti. L’importante è che il brano ti trasmetta qualcosa, poi che sia pop, rock, jazz, soul, ecc. conta poco. Certamente ci sono generi più raffinati e generi più commerciali, ma non è detto che con questi ultimi non si possa fare della buona musica. In musica non conta tanto la quantità di note o di accordi che inserisci in una composizione, ma la qualità. Spesso sono sufficienti 10-12 battute fatte bene, inserite nel giusto contesto armonico e con un buon arrangiamento, per creare un bel pezzo e trasmettere un’emozione.  Magari un altro pezzo musicale lungo quindici minuti non ti dice nulla.

Qual è il tuo pregio e il tuo peggior difetto artisticamente?

Mah….forse un pregio a detta di alcuni con cui ho collaborato è l’essere troppo pignolo e polemico.  Voglio le cose fatte bene e se una sola nota non mi convince in quel punto, la devo modificare altrimenti lascio tutto in sospeso e rimando. Un difetto forse potrebbe essere quello di non schierarmi come fanno in molti con un solo genere musicale. Se mi dovessi definire come artista, non posso dire, almeno per ora, di essere un artista rock, pop, soul, ecc, perché mi piace occuparmi un po’ di tutto. Ho composto e arrangiati pezzi di vari generi musicali perché mi andava di farlo e basta.

Hai scritto oltre 120 canzoni, a quale sei più legato?

Premetto che la maggior parte di queste canzoni sono ancora inedite. Una giornalista una volta fece questa stessa domanda al grande Pierangelo Bertoli e lui ha risposto con un’altra domanda: Se a te come mamma qualcuno ti chiedesse a quale dei tuoi figli vuoi più bene cosa risponderesti?
Ebbene, la mia risposta è identica.

Come nasce una tua composizione?

Comporre non è esattamente come suonare e basta. Se suoni alla grande uno strumento musicale e non sai fare altro, vuol dire solamente che sei un buon tecnico. Comporre, arrangiare e orchestrare tutto, richiedono altro. Innanzitutto devi trovarti, in un momento d’ispirazione e di creatività, altrimenti ti blocchi. Mi è capitato di comporre e arrangiare brani in poco tempo, e altri invece in cui ci ho impiegato il triplo del tempo e senza neanche raggiungere un risultato soddisfacente. Questi brani, infatti, li ho scartati dal mio repertorio. Ovviamente poi, nel comporre e arrangiare, è necessario anche applicare delle regole musicali, non si possono accavallare note e accordi a casaccio e senza criterio.

Ci vuoi parlare del tuo album“Dillo anche tu”, ….perché la scelta di distribuirlo gratuitamente?
“Dillo anche tu”, è il titolo di una canzone dell’album di genere sentimentale e avente un arrangiamento rock. Questo CD però, come ho già accennato, contiene poche canzoni, solo cinque, per il resto si tratta di brani strumentali che ho composto e arrangiato e che spaziano su vari generi musicali: rock, soul, ambient, colonna sonora, classico. Ciò non vuol dire che ogni brano musicale contiene tutti questi generi, bensì ogni brano del CD è legato a uno solo di questi generi. Ci sono brani rock, di musica ambient, brani nello stile “colonna sonora”, un brano soul, ecc. Ho deciso di distribuire gratuitamente il CD e non penso di aver sbagliato. Oggi purtroppo il mercato discografico sta affrontando una dura crisi e non si vendono più i dischi di una volta. Alcune case discografiche sono sull’orlo del fallimento e altre hanno già chiuso i battenti. Tutto ciò si è aggravato ancora di più con l’avvento d’internet. E’ inutile prenderci in giro, oggi si scarica tutto da internet.  È passato il tempo in cui un certo Roberto Vecchioni per esempio, tanti anni fa con una canzonetta banale tipo “Donna felicità…non ha l’amore ..”donna felicità” ha guadagnato qualche miliardo delle vecchie lire con le vendite e con i diritti d’autore. Se Vecchioni o altri grandi cantautori si fossero trovati ai giorni di oggi, non avrebbero fatto soldi e carriera tanto facilmente.  Il mercato oggi ci mette con le spalle al muro.  Non ho nulla contro Vecchioni che ha scritto tante bellissime canzoni, era solo per fare un esempio tra la realtà di allora che ha permesso a loro di fare una lunga carriera di 30-40 anni e quella di oggi che è un punto interrogativo anche per chi ha la fortuna di partecipare a programmi di lancio come x-Factor e Amici.  Credo che la SIAE e tutti gli addetti ai lavori, debbano trovare quanto prima una soluzione, anche se non è facile.  Chi è che compra i Cd originali allora? Solo il patito del cantante in questione, il fan spietato che per una questione di raccolta e di collezione, vuole possedere il Cd fisico e originale del suo artista preferito, con tanto di copertina, custodia, ecc.
Hai un sogno in particolare che ti piacerebbe realizzare?

Nella vita spesso è bello sognare, perché evadi dalla realtà quotidiana e ti rifugi in qualcosa che momentaneamente ti gratifica di più e ti rende più felice, anche se è solo un’illusione e un fatto passeggero.  I sogni a volte rappresentano anche un incitamento a impegnarsi di più per ottenere ciò che ci piace. Non bisogna però esagerare, perché con i sogni non si mangia, non si va avanti, ma bisogna poi ritornare con i piedi per terra e affrontare la realtà che è ben diversa.  Io faccio musica principalmente per il piacere di farlo, ma tutti i cantanti e musicisti in genere vorrebbero che la loro figura artistica si facesse conoscere sempre di più e arrivasse a un pubblico sempre più vasto.  Sarei un bugiardo se dicessi il contrario.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Non lo so per il momento. Sicuramente mi occuperò ancora di musica e farò quello che posso fare.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Grazie  a voi per l’intervista. Che dire ?  Non perdete l’occasione  di ritirare  presso le edicole di Tricase  e dintorni  il mio  CD in  omaggio  oppure  scaricatelo  gratis  dal  mio  sito  www.eugeniomusa.com