In botanica, il genere  derivante dalla parola greca che significa arcobaleno accoglie circa duecento specie di piante della famiglia delle iridacee, il cui fiore è conosciuto anche con il nome di giaggiolo.

Dal punto di vista della produzione industriale di fiori recisi interessano il floricoltore solo gli iris bulbosi, mentre gli iris rizomatosi (iris germanica e simili) hanno esclusivamente importanza per i giardini.
L’iris bulbosa,  arriva dall’Asia ma anche dall’Europa. Prima della comparsa del fiore, elegante e profumato, dal bulbo si originano le lunghe foglie verdi che s’innalzano dritto verso il cielo: sono belle, lucide e carnose, raggiungono anche i 25 cm, da lì poi si sviluppano i forti fusti a partire dalla primavera, da cui sbocciano i fiori colorati formati da 6 petali, equamente distribuiti, tre verso l’alto e tre verso il basso.
I colori sono particolarmente intensi  e sono blu, viola, giallo oro con puntini bianchi, azzurro e bianco, tutti gradevolmente profumati ed adatti sia per essere recisi  o comporre importanti mazzi, o per creare bellissime bordure di aiuole.
Per ciò che riguarda la manutenzione è consigliabile a tutti coloro che amano le piante, ma hanno poco tempo da dedicare poi alla loro cura, che in questo caso si limita, a qualche annaffiatura ed all’eliminazione delle parti danneggiate o secche.
Il linguaggio dei fiori attribuisca all’iris il simbolo di “bellezza maestosa”, infatti questa corolla veramente regale  nella sua fragilità, è stata scelta assai spesso ad emblema di case regnanti o famiglie patrizie, ed è stata inserita negli stemmi di varie città, tra cui Firenze.
Il nome scientifico iris è di origine antichissima e già Teofrasto, filosofo greco, parlava di un fiore così chiamato dai greci, per i suoi petali, che ricordano appunto i colori dell’iride.
Si narra, anche che le prime specie di questo fiore furono trasferite in Egitto dal faraone Thutmosis dalla Siria, che già gli Egizi coltivavano questa pianta e Greci e Romani ne usavano la radice rizomatosa per profumare cosmetici o per farne medicamenti.
Fu Carlo Magno a portare gli iris in Francia e gli Arabi lo diffusero invece in Spagna. La storia narra che Luigi VII (re di Francia dal 1137), uscito vittorioso da una battaglia, abbia voluto fare di questo fiore il suo emblema perché il campo dove si era svolto il conflitto ne era letteralmente invaso. Il popolo , allora, lo soprannominò fleur – de- Louis (fiore di Luigi), ma a causa della pronuncia diventò molto presto fleur-de-lys, cioè fiore di giglio.
Comunemente l’iris oltre ad essere chiamato giaggiolo, come suddetto, è anche denominato iride di Firenze, fior di San Marco, fiordiligi, fior di Santa Caterina.
Nonostante il destino sfortunato trasmette messaggi positivi: si regala per comunicare che ci sono novità o buone notizie nell’aria, o per fare gli auguri a chi sta per intraprendere qualcosa d’importante. Si ricorda che l’iris giallo, si regala in casi molto particolari… il suo significato infatti è “Ardo di passione per te” ed in Giappone è uno dei fiori nazionali.

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