{youtube width=”400″ height=”300″}wWMd272Jm_U{/youtube}

Qual era il rapporto di Giovanni Paolo II con la Divina Misericordia?
A Roma, a poche centinaia di metri da Piazza San Pietro c’è una Santuario dedicato proprio alla Divina Misericordia. È la Chiesa di Santo Spirito in Sassia.

Qui si conservano le reliquie di Suor Faustina Kowalska, la propagatrice della devozione a Gesù misericordioso,  la Santa polacca canonizzata dal  Giovanni Paolo II nel 2000.
Il 22 febbraio 1931 suor Faustina scriveva nel suo Diario: «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido […] Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in te! Desidero che quest’immagine venga venerata […] nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà quest’immagine non perirà. […] Voglio che l’immagine […] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la festa della Misericordia.»[3]
Papa Giovanni Paolo II scrisse una enciclica: Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca ed è stato lui che l’ha proclamata santa, il 30 aprile 2000. In quell’occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.
La beatificazione di Giovanni Paolo II avvenuta nella festa della Divina Misericordia ha un significato importante come spiega il rettore del Santuario, al riparo dalla telecamera, Padre Joseph Barth, sottolineando il rapporto che il Beato ha avuto con la Divina Misericordia.

 

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.