La penultima giornata è stata decisamente quella dei verdetti: si è chiusa la lotta salvezza, sono stati assegnati secondo e terzo posto e il Milan è campione già dalla settimana scorsa. Mancano solo due tasselli: il quarto e il sesto posto, che determineranno la squadra che si giocherà la qualificazione

in Champions League tramite i preliminari e quella che per ultima otterrà il pass per l’Europa League. Ma procediamo con ordine, partendo però dal basso:
dopo otto anni la Sampdoria torna in Serie B. La sconfitta casalinga contro il Palermo per 2-1 e la contemporanea vittoria del Lecce nel derby contro il Bari hanno reso matematica la retrocessione dei blucerchiati. Sono infatti cinque i punti di distacco tra genovesi e salentini, impossibili da recuperare in una sola giornata. Così la Samp finisce al terzultimo posto dopo il quarto della scorsa stagione, passando dal “Weserstadion” di Brema al “San Francesco” di Nocera Inferiore in poco più di un anno. Le colpe per questa retrocessione sono da attribuire tutte alla società, che in estate non ha trovato dei degni sostituti di Delneri, Marotta e Paratici, che non ha fatto un mercato per costruire una squadra competitiva per la Champions (con qualche rinforzo serio i verdi di Brema sarebbero stati battuti facilmente), che a gennaio ha svenduto Cassano (per i noti litigi con Garrone) e Pazzini (a soli dodici milioni), rimpiazzandoli con Maccarone, Macheda e Biabiany.  E che, soprattutto, non ha saputo trovare un allenatore capace di dare una scossa ad un gruppo il cui organico, almeno sulla carta, è superiore a quello di molte squadre che invece si sono salvate.
Meritata la vittoria-salvezza (2-0) del Lecce nella gara del “San Nicola”; i salentini, pur avendo la peggior difesa del campionato, si sono meritatamente salvati non solo perché hanno giocato meglio dei rivali nella partita di domenica, ma perché per tutto l’arco del campionato hanno dimostrato di saper vincere con il gioco e con il carattere, fattori che a Genova i blucerchiati non hanno mai messo in luce.
Saliamo ora decisamente più in su in graduatoria: Napoli-Inter, posticipo della domenica terminato sul punteggio di 1-1 (Eto’o, Zuniga), ha dato ai nerazzurri la certezza del secondo posto e ai partenopei quella del terzo; il Napoli torna così in Champions dopo ben ventuno anni, anche se non si sa con che allenatore i biancazzurri affronteranno nella prossima stagione le squadre più forti d’Europa. Mazzarri va via o resta? Non si sa.
Basta invece un solo punto all’Udinese per giocare in estate i preliminari di Champions: i friulani infatti hanno battuto il Chievo a Verona per 2-0, ristabilendo le distanze di due punti dalla Lazio (che sabato aveva battuto il Genoa per 4-2). Se infatti le due squadre dovessero terminare la stagione a pari punti, per decidere il quarto posto si dovrebbero vedere gli scontri diretti, i quali però sono terminati in perfetta parità (vittorie casalinghe per 2-1 per entrambe). La differenza reti però è abissale, perché l’Udinese ha segnato 65 gol, mentre la Lazio 51: in virtù di questo sarebbero i friulani a piazzarsi quarti.
Male ancora la Juventus, sconfitta a Parma per 1-0 grazie ad un gran gol dell’ex Giovinco: per qualificarsi alla prossima Europa League i bianconeri devono vincere contro il Napoli e sperare che la Roma (sconfitta a Catania per 2-1) perda contro la Sampdoria. Lo scenario appare abbastanza improbabile. La dirigenza bianconera ha però scelto il prossimo allenatore: continuano le trattative con Vilas Boas del Porto, ma quasi sicuramente il prossimo tecnico dei bianconeri sarà Antonio Conte.
Ininfluenti per la classifica gli altri risultati, che citiamo per dovere di cronaca: Milan-Cagliari 4-1, Fiorentina-Bologna 1-1, Cesena-Brescia 1-0.

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