Foto di Elisa MantaAffermato musicista di ampia formazione dal classico all’elettronica, componente di vari e apprezzati progetti , già pianista nel gruppo Opa Cupa; Blue Hole; ARD Trio. Ha realizzato musiche originali per lo spot sulla sicurezza stradale La differenza di Elisa Mauro e per il cortometraggio della stessa regista “Sotto i ponti”, vincitore del Festival di Roma “La città in corto”. Ora impegnato con il sassofonista Raffaele Casarano in tour e nel progetto SoulFood.

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Credo di essermi avvicinato alla musica un po’ come tutti, cantando in chiesa. A dieci anni dopo aver vinto una manifestazione canora, decisi di accostarmi allo studio del pianoforte.  Iniziai anche a suonare l’organo in chiesa e poi pian piano ho fatto la mia crescita musicale, iniziando dai Doors passando per il rock’n’roll. Ci son stati anche momenti brutti..ho lasciato lo studio dello strumento per un po’ di anni, poi la folgorazione…eh eh..mi presentarono al trombettista Cesare dell’Anna e da lì in poi, mi sono avvicinato al Balkan, al Jazz e soprattutto all’elettronica.

Cos’è la musica per te?Com’è nata la passione per la musica elettronica?

La Musica per me è  fondamentale, è vitale. Non credo ci sia un aggettivo che possa definire la musica;  forse solo chi mi conosce veramente sa cosa vuol dire per me suonare il pianoforte, ascoltare per ore i brani del mio iPod ad un volume esagerato. La Musica è con me sempre, mi accompagna in questo viaggio che è la vita e spero non mi abbandoni mai. No, non lo farà.
Alla musica elettronica ci sono arrivato gradualmente, non ricordo il momento esatto, ma so con esattezza, dove voglio che questa arrivi e dove voglio che finisca: non deve prevaricare lo strumento acustico, lo deve accompagnare, deve creare l’atmosfera, e emanare quelli che io chiamo “cioccolatini”…cioè ambientazioni sublimi che danno piacere a chi esegue e soprattutto a chi ascolta.

Qual è il tuo pregio e il tuo peggior difetto artisticamente?

Partiamo dal mio difetto…i miei difetti. Dovendo sceglierne uno diciamo che spesso sono troppo critico, con me stesso e con gli altri, musicalmente parlando. Il mio pregio dovresti chiederlo agli amici che suonano con me; forse il mio pregio è proprio questo: suonare con le persone che mi fanno stare bene, con gli amici appunto, perché la musica nasce dal cuore, dalla sintonia. Altrimenti andiamo a fare karaoke!

Come nasce una tua composizione? Che cosa smuove il tuo spirito creativo?
Nasce per caso, o meglio, mi frulla in mente qualcosa, una melodia, un suono, una vibrazione, poi mi avvicino al piano e cerco di decifrarla, di mettere dei pallini neri su un pentagramma, poi accendo il mac e inizio a elaborare le atmosfere, la scenografia su cui si poggeranno le note; ed è lì che inizia il “balletto”, prende forma il quadro che ho in mente. È come se immaginassi un paesaggio che prende vita, in quel momento tutte le sensazioni si riversano in suoni elettrici, synth, anelli e collane sulle corde del pianoforte e rintocchi.

Tra le tue varie collaborazioni ed esperienze in prestigiosi palcoscenici nazionali e internazionali. Quali ricordi con soddisfazione?

Sicuramente ricordo con entusiasmo il concerto con Opa Cupa allo Sziget Festival : c’erano oltre 30mila persone in delirio, ed io avevo beccato un virus intestinale proprio quel giorno, ma suonai con tutte le mie forze. L’altro concerto meraviglioso è molto recente, a Gennaio all’Auditorium Parco della Musica a Roma; con il mio amico sassofonista Raffaele Casarano eravamo ospiti con il disco Argento di cui ho curato tutta la parte elettronica ed abbiamo suonato insieme a Paolo Fresu, quello è stato veramente emozionante e mi sono sentito veramente realizzato.

Ci vuoi parlare dei tuoi attuali “progetti musicali”, in particolare della tua ultima collaborazione nel progetto  “Play Mina”con il trombettista Andrea Perrone ?

Da un anno insieme a Giancarlo dell’Anna e Davide Arena (tromba e sax) abbiamo formato il gruppo ARD Trio riscuotendo un grande successo; è un mix di musica electro-balkan-jazz-funky  e ci divertiamo un mondo a suonare i nostri pezzi. Collaboro con le Triace (Emanuela Gabrieli, Alessia Tondo e Carla Petrachi alle voci) dove la musica elettronica si mescola al canto popolare salentino, tra poco uscirà il disco prodotto dalla cantante sarda Elena Ledda. E per ultimo, solo per data, il progetto con Andrea Perrone, trombettista. Ci conoscevamo da prima ma una sera è venuto da me dopo un concerto e mi ha fatto: io e te dobbiamo suonare insieme! Aveva in mente di fare un omaggio a Mina e così è stato “amore” a prima vista, abbiamo messo su degli arrangiamenti jazz…”jazz col cuore” lo chiamiamo noi dove non c’è elettronica, ma solo tromba e piano.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione? Insomma, il tuo sogno nel cassetto e il massimo ideale artistico da perseguire?

Non ho nominato un progetto a cui però tengo in modo particolare; non me ne vogliano gli altri, ed è quello con Carla Casarano, donna musicale. È un incontro vivo tra le mie sonorità e la sua voce, è il progetto che sento mio, è tutto ciò che ho sempre immaginato e creato in musica, è in cantiere da due anni circa, tutto questo tempo proprio perché cerchiamo di raggiungere l’apice della nostra ispirazione, prendere tutta la nostra esperienza musicale e portarla su un unico binario, infinito, dove anche i silenzi hanno qualcosa d’importante da dire.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Il mio futuro non lo conosco, ma so qual è il mio obiettivo, quello di fare musica sempre e ovunque e di regalare emozioni, sperando di riuscirci.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Emozioniamoci…

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