L’invito a ristabilire l’erogazione idrica, il biasimo per l’ennesima condotta delinquenziale indifferente alle conseguenze sulla collettività, l’appello ad intensificare la vigilanza di obiettivi “sensibili”. Sono le reazioni del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna

alla notizia del nuovo furto di rame, questa volta ai danni dell’impianto di depurazione di Corigliano d’Otranto, che sta condizionando pesantemente la distribuzione d’acqua potabile nella rete di trentadue comuni della provincia di Lecce e minaccia di creare disagi anche nei giorni a venire.
I tecnici dell’Acquedotto pugliese sono già al lavoro ed Introna auspica che l’intervento possa garantire al più presto il completo ripristino del servizio, con una pressione nelle condotte sufficiente ad alimentare anche i piani superiori degli edifici.
“Bisogna fare di tutto – fa notare – per non lasciare nemmeno parzialmente a secco un territorio così ampio. Perché ogni ora che passa con un servizio idrico assente o insufficiente arreca un danno ingiusto alla popolazione e rischia di provocare ricadute negative in un’area, come la Grecìa salentina, a forte interesse turistico”.
A nome del Consiglio regionale e nel denunciare la spregiudicatezza dei criminali che per il loro profitto danneggiano impianti pubblici e privati, incuranti degli effetti del loro autentico sciacallaggio, il presidente Introna rivolge ai prefetti, ai questori ed alle Forze dell’Ordine l’appello ad insistere nella prevenzione e nella repressione di reati ad impatto così elevato sulla comunità civile”.
Impianti così delicati richiedono una sorveglianza particolare, anche con strumenti di rilevazione a distanza, dei quali l’ente idrico dovrebbe dotarsi, per rendere più difficili furti e danneggiamenti e rassicurare su ogni eventuale rischio.

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